Andy Ruiz: il lato molle del pugilato

Una affettatrice sotto forma di budino, ecco Andy Ruiz (32 vittorie – 21 per ko – e una sconfitta in carriera), e con lui, con la sua goffaggine, la rivincita dei gordos. Il pugile ciccione, bianco, col collo di cemento e la pancia da Narcos messicano – tutto riconduce a quell’immaginario, dall’arzigogolato tatuaggio sulla schiena: ‘victorious’ ai calzoncini con la scritta ‘destroyer’ sotto la pancia, fino ai guantoni dorati e all’altare votivo che si porta disegnato sul petto –: un inno contro le palestre, uno che c’è entrato, a 10 anni, senza smettere di mangiare i dolci che amava ed ama, che si è allenato, ha acquisito la tecnica senza buttare giù i chili di grasso che si portava dietro, un salvagente che alla fine gli ha dato ragione. Continua a leggere

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Sergio Claudio Perroni: l’arte della sottrazione

Era un uomo duro, che poi si scioglieva, scrivendo, raccontando. Mi fu presentato da Amleto De Silva, a Salerno, una sera di qualche anno fa, non mi ricordo che libro presentasse, e non voglio guardare né contare i giorni, perché mi ricordo che ci sfidammo a comporre una antologia dei salvabili dallo schifo che sono i cataloghi delle case editrici oggi, cominciammo a cena e continuammo durante la presentazione, con lui che si alzava e veniva a dirmi i suoi, e viceversa. L’ultimo, che scelsi io, e che lui doveva approvare, era quello l’accordo – non bastava proporre dovevamo convenire insieme – fu Guido Morselli Continua a leggere

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NikiLauda: irripetibile circuito di cicatrici

Il vero circuito era quello delle sue cicatrici, la curva più audace stava tra polmoni e cuore. L’immortale NikiLauda – così appariva a tutti, per la capacità di minimizzare ogni colpo subito, ogni incidente patito – è sceso, è uscito dalla pista, è oltre i box, senza più scuderia né auto, e no, non corre ma è fermo per sempre alla velocità massima, nell’oltretempo, quello dei miti. Continua a leggere

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Velasco: da minatore a filosofo del voley

La Plata, prima di Julio Velasco, era tutte strade in diagonale e pensieri per il calcio: Estudiantes e Gimnasia y Esgrima altro che Club Universitario. Dopo è divenuta la città dell’allenatore-filosofo-psicologo, che ha cambiato la pallavolo, anzi come dicono gli argentini il voley, una elle e due “occhi di tigre”, quelli che chiedeva ai suoi giocatori: mescolando Jorge Luis Borges e Rocky Balboa. Continua a leggere

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“This is Anfield”: lo spazio dei sogni

Anfield spinge, il Liverpool segna, e il Barcellona viene reds-montato. Come per poche altre squadre-corpo lo stadio e il gioco prodotto al suo interno sono un’unica massa, come adesso sanno bene a Barcellona, e come da sempre sanno a Liverpool. “This is Anfield”, questo è il posto dove tutto converge, il cuore e la tattica, le spinte e i gol, e dove alla fine si compiono anche i miracoli, con una dignità che ammutolisce gli avversari. Continua a leggere

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