Renzo Arbore: Walt Disney per adulti

Arbore Lorenzo, che tutti chiaman Renzo, per brevità nazione in jeans, o cooperativa e/o stabilimento balneare, fin quando vedrai sventolar Bandiera Gialla vorrà dire che ci sarà qualcuno da sfottere e un talento vero da Alto Gradimento. Renzo vive in branco – se non sono orchestre sono trasmissioni – anche se tende a primeggiare: è stato ammiraglio e regista, signore e padrone di case e cucine e audience, riuscendo sempre a conservare il pudore, cucendolo sotto l’ironia. Continua a leggere

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Talkin’ della figurina Panini

Se fossi un calciatore userei come foto profilo la mia figurina Panini.
E tutti direbbero però quanta ironia quello lì.
E pensa se la Panini avesse fatto le figurine x4 come le fototessere dove potevi anche sorridere fare lo scemo, stare fermo in 4 pose o metterci un piede, quello col quale tiri le punizioni.
E sotto correrebbe l’obbligo di ricordare la finta più bella, e vale anche se al posto dei pali c’erano gli zaini. Continua a leggere

Pedalate come stagioni

svanisce la vita nuotando

nessuno sponsor sulla maglia

le vecchie bici in garage

consumate dall’altro sale Continua a leggere

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Neymar jr: calcio superfluo e petroldollari

Evaporato nella sua stessa inquietudine, mammifero disperso nel Grande Sertão cantato da João Guimarães Rosa, incompleto e insoddisfatto, Neymar da Silva Santos Júnior, per brevità Neymar Jr., rischia l’auto-ammutinamento per incapacità di star fermo quando non gioca. Dal Barcellona era corso al Paris Saint Germain attratto più dai petroldollari che dal progetto – anche perché è incapace di pensarsi in gruppo, vittima del proprio assolutismo – ora “si vede” al Real Madrid sperando nella sete di rivalsa di Florentino Pérez, in realtà Neymar incarna tutto il superfluo del calcio contemporaneo. Continua a leggere

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Balotelli: picaro senza squadra

Falliti i colpi, sprecate le occasioni, rimette in sesto la lenza e prova ancora a pescare in qualche campo, mentre spegne le candeline del suo ventinovesimo compleanno e si proietta nel futuro con una applicazione che lo invecchia e come didascalia promette a se stesso e agli altri di non cambiare. Mario Balotelli è la più grande discrasia dello sport italiano, l’uomo che peggio raccorda il suo fisico da guerriero Ashanti e la sua biografia (calcistica e non), il calciatore le cui gesta fuori dal campo hanno superato quelle in campo (e chi se le ricorda è un nerd) e che sta sempre sul rasoio dell’ultima occasione. Continua a leggere

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