Marina Orlova

Quando abitavo a New York , il mio vicino di pianerottolo era un russo, Mikhail, che parlava solo di due cose: la seconda era Marina Orlova, la prima: una serie di desideri che avevano a che fare con Marina Orlova. Sono passati due anni da allora, e da quello che considero un errore: non aver indagato chi fosse Marina Orlova. A mia parziale discolpa devo dire che una discussione con Mikhail mi costava in genere una sbornia e un grande mal di testa il giorno successivo, quindi, caduto un paio di volte, ho preso a dribblarlo. Poi, sono andato via, e nessun vicino di casa mi ha più parlato di Marina Orlova. Fino a quando, questa estate al Cairo, un russo parlava di lei – stesso entusiasmo e intenzioni del mio vicino – a un egiziano, mentre eravamo in fila al check-in. Dopo aver pensato: ecco c’è un Mikhail per paese pronto a raccontarti la sua Marina, oltre a ubriacarti, mi sono detto devo sapere assolutamente chi è Marina Orlova e cosa fa. Le risposte sono arrivate prima da Youtube poi dal suo sito. Ora, prima di dirvi chi è Marina Orlova, è interessante sapere cosa mi ero immaginato per lei, da come ne parlava Mikhail, vodka o meno, sembrava una pornostar (grande rispetto per la categoria e la missione, sia chiaro), una specie di Moana Pozzi che però non si era ancora decisa a fare il salto di qualità. Appena sono riuscito a scriverle ho chiesto:

Marco: Gireresti un film hard?

Marina Orlova: Non so cosa sia un film hard! Un film d’azione?  Potrei recitare la parte di me stessa in qualunque film!  Ma lo farei solo per divertirmi!  Non voglio diventare un’attrice!

poi, siccome Mikhail usava una parola russa che bordeggia eleganza e parlava di moda, (trendy: модный: modnyj) ho pensato che fosse un incrocio tra Kate Moss e Paris Hilton, ma il mio amico russo insisteva sul fatto che lei scrivesse e raccontasse, e allora ho virato bruscamente in provincia pensando a una Isabella Santacroce russa emigrata Usa, anzi credo di aver anche scritto il suo indirizzo da qualche parte, con un chiaro intento di ricerca, ma il giorno dopo, maledicendo Mikhail, dimenticavo anche la Orlova. Adesso che sono riuscito a parlare con Marina e che so tutto di lei, o quasi, o meglio tutto quello che a lei fa piacere far sapere di sé, che poi se ho capito il personaggio: direi che rimane fuori pochissimo, anche se quando le chiedi della Russia la sua espansività scompare, comunque torniamo a LEI, e al suo bizzarro lavoro:

Marco: Mi spieghi – come se fossi un bimbo di 5 anni – cosa fai di preciso ?

Marina Orlova: Le parole che usiamo ogni giorni hanno una storia interessante alle spalle. Ad esempio “Hello”, è stato inventato, come qualcosa da dire quando si risponde al telefono. Quando chiami qualcuno “Guy” (ragazzo) non sai che c’è stato un uomo di nome “Guy” nella vecchia Inghilterra che ha cercato di far saltare in aria il Parlamento. Allo stesso modo vi sono frasi che  hanno origini interessanti come “raining cats and dogs”. In realtà non si intende che piovano cani e gatti, ma che il temporale in corso ha il sound di un litigio fra cani e gatti.

Avete capito? Lei racconta, in video, le origini delle parole. Adesso io non ho voglia di smentire la nostra Marina né di mettermi a sentenziare sulle sue spiegazioni (che prende dal Oxford English Dictionary), anche perché lei non è una maestra normale, ma piuttosto una di quelle che mentre fanno lezione si spogliano, se non hanno precorso i tempi e cominciano direttamente a spiegare in bikini, per capire dovete pensare a una Edwige Fenech o a una Gloria Guida (ecco a chi somiglia, o no?) in quei film con Renzo Montagnani che tanto piacciono a Tarantino, o meglio di cui parla Tarantino quando viene in Italia a presentare i suoi film. Ma lei ha un retroterra diverso:

Marco: che studi hai fatto?

Marina Orlova: Ho due lauree in filologia,  sia in Russo che in Inglese. Sono stata insegnante di liceo in Russia per un breve periodo  prima di venire negli Stati Uniti.

Marco: Quanto è importante il tuo corpo?

Marina Orlova: Il mio show è su YouTube (http://www.youtube.com/hotforwords) ma la maggior parte della gente non clicca  video sulle origini delle parole. Così, ho deciso di sfruttare il mio aspetto, di essere una “calda” insegnante che tutti noi sognavamo a scuola. Gioco sull’immagine per convincere la gente a scegliere i miei video.  In realtà faccio una lezione divertente e così continuano a ritornare.  Il mio aspetto è importante nel mio successo, ma lo utilizzo solo per ottenere l’attenzione iniziale. Ci sono molte belle donne su Internet. Ma se la gente torna giorno dopo giorno, devi avere sostanza, e ti assicuro che c’ho messo un sacco di fatica per assicurarmi il mio pubblico.

La differenza con la Guida è che la Orlova non ha ancora un regista che ne faccia film in serie, di cui la critica Americana (o anche Russa) dirà male, ma poi, venti anni dopo, ci sarà un altro regista che passava la sua gioventù in una videoteca a guardare quei film, e dicendone bene li sdoganerà. Anche se questi parleranno di una insegnante scollacciata e reale che di sua scelta e da casa sua racconta l’origine delle parole, e poco importa se i suoi connazionali (poi parleremo della Russia di Marina) la useranno come sogno erotico americano (che sta nei pressi o è compreso nel più conosciuto Sogno Americano). Non so se c’è anche un sogno egiziano, ma di sicuro un russo che guarda lei, sì.

Marco: Come ti è venuta l’idea di collegare corpo, lezioni e video?

Marina Orlova: Un amico mi ha inviato una breve e-mail nel dicembre del 2006, che diceva: www.YouTube.com, guarda. Ho visto,  e ho pensato:”Ehi, forse posso insegnare su YouTube, e forse migliaia di persone potrebbero vedere le mie lezioni! Molte di più di quei 20 ragazzi che avevo in classe in Russia. Non sapevo che sarei stata vista 230 milioni volte! It’s crazy!

Dicevo della Russia, perché è strano, Marina mi ha scritto che il suo libro preferito è “Il maestro e Margherita” e lo scrittore che adora Mikhail Afanasyevich Bulgakov  (tutti i russi scappati in America diranno di adorare B. e vi diranno il suo nome per esteso con tanto di patronimico, per avvolgervi e perché vogliono farvi capire quanto fosse duro il regime sovietico e via così e sono convinti che quel libro lo spieghi meglio degli altri), quindi anche lei si accoda, ma se le chiedi altro, non si apre:

Marco: Cosa pensi della Russia? Ti manca?

Marina Orlova: Io amo la Russia, ma non mi manca il clima! Mi manca la cultura che abbiamo lì, le tradizioni, e così via. Qui a Los Angeles non c’è troppa cultura. Ma il tempo è magnifico e ci sono così tante opportunità negli Stati Uniti, che ora non riesco a vedermi altrove.

Marco: Mi parli della tua vita in Russia? La tua infanzia? I tuoi sogni?

Marina Orlova:  In Russia sono cresciuta guardando una soap opera “Santa Barbara”, bellissima, con tutte quelle persone e il barbecue sulla spiaggia! E dicevo a mia madre che un giorno avrei voluto vivere lì! E ‘stato davvero un sogno bizzarro.. ma l’ho realizzato! Ho vissuto in una piccola casa con i miei genitori e mio fratello e passavo davvero molto tempo a studiare. Mi sono laureata onestamente. Ma era difficile, insegnavo lingua inglese in molte classi ma i miei genitori non parlano una parola di inglese, ho fatto tutto completamente da sola. Ancora oggi, rimango a casa a lavorare duramente. Sembra che una volta che sei uno sfigato rimani sempre uno sfigato!

Da quando ho conosciuto Marina non passa un giorno che non cerchi una parola e non perda almeno cinque minuti dietro il suo racconto, non perché la cosa sia utile al mio limitato linguaggio inglese ma per una sorta di autoreverse che cancelli quello che toccava a me/noi, e lo faccio pensando come diceva Guccini: «gli americani ci fregano con la lingua», ecco, non solo loro, ci fregano anche i russi in lingua inglese e con le cosce. Vi spiego, quando ero piccolo io, non molto tempo fa, la funzione che ora assolve con merito la Orlova, in Italia era assolta da Rispoli e dal Professor Beccaria, con la trasmissione “Parola mia”, solo che loro non avevano le tette e non ti parlavano in bikini. La differenza salta agli occhi, e magari ti viene anche voglia di saperne di più. Qualcuno obietterà (ammesso che lo sappia) ma tu – sei diventato uno scrittore – anche guardando “Parola mia”, e io risponderò: ok, ma avrei preferito la Orlova.

Marco: Qual è la tua parola preferita?

Marina Orlova: floccinaucinihilipilification. Vai su Google, guarda chi ti compare: Io!  Amo questa parola perché è una delle più lunghe in lingua inglese e significa letteralmente nulla o qualcosa che è inutile. Uno studente a Eaton College in Inghilterra, l’ha creata unendo parole che messe insieme esprimono cose insignificanti. Mi piace l’ironia che sta dietro a questa parola! 

Non so dove sia ora Mikhail, dove passi le sere e se parla ancora al suo nuovo vicino della Orlova mentre gli offre da bere, con quella sua voce flebile e gli occhi a mezza palpebra, quello che so è che aveva ragione lui, spasìba Mikhail.

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