Here comes the pain

“Il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi questa mattina, a Milano, è stato colpito da un attentatore, pare di origine algerina, identificato come Nim, non sappiamo ancora se questo è il suo nome vero o il suo nome in codice, le condizioni del premier sono apparse subito gravi. Raggiunto da due colpi: uno all’addome, l’altro al viso. È stato subito elitrasportato all’ospedale San Raffaele di Milano. Berlusconi si era fermato come di consueto a salutare la gente che lo acclamava numerosa, prima di intervenire in un convegno voluto da Don Verzé, sull’ urgenza di una nuova morale”. La voce di Ernesto Paolozzi, inviato del Tg1, era davvero percorsa da paura ed emozione, aveva assistito all’attentato, aveva visto tramortire l’algerino e soprattutto aveva visto cadere il Presidente, sanguinante e addormentato. “Se un uomo così perde coscienza, il paese è smarrito”, ecco questa era la frase da dire, al prossimo collegamento. Gli hanno chiesto di rimanere sul luogo dell’attentato con l’operatore, e lui ha dalla sua il tettuccio dell’auto schizzato di sangue, ma non sa se annunciare al direttore di avere quelle immagini, o tenerle per il dopo. Trema, Paolozzi, e anche l’operatore, Ernesto Rossi, bianco in viso, fuma voracemente. Lui, in un attimo di adrenalina, gli ha detto: “siamo nella storia”. Ma quello ha alzato le spalle. E allora Paolozzi si è messo a scrivere, non vuole perdere dettagli. Sa che lo shock cancella parti intere di ricordi, e allora scrive freneticamente, e poi salta in piedi, si aggiusta il nodo della cravatta e il bavero della giacca di lino, ogni volta che chiamano il collegamento da studio, praticamente ogni cinque – sette minuti.

“Nim il nome dell’attentatore non si sa altro, è stato condotto in una caserma dei carabinieri, per ragioni di sicurezza non indicata”, a voi studio Ci colleghiamo con le città dove la gente è scesa in piazza e poi andiamo dal nostro inviato all’ospedale San Raffaele. Scorrono immagini di folle piangenti, con foto di Berlusconi sorridente. Primo piano della macchia di sangue sul tettuccio dell’auto, che Carlo Rossella alla Bbc – senza riuscire a trattenere le lacrime – ha paragonato all’auto di John Fitzgerald Kennedy a Dallas. Una collega chiama al cellulare Paolozzi per chiedere come mai non ha mandato anche lui le immagini del tettuccio col sangue e forse con pezzi di carne del Presidente. Si giustifica dicendo che lui è un professionista non come quei cani de La7 o le iene di Sky, di sicuro loro avranno dato le immagini alla Bbc. Comunque le ha, se il direttore le vuole, le mandiamo al prossimo collegamento. Click. Paolozzi, urla alla gente: “Mi dicono da studio che le agenzie stanno battendo una notizia che ha del clamoroso, ci sarebbe una rivendicazione, c’è un video di Gheddafi affidato ad Al Jazeera, dove rivendica l’attentato, come mandante”, boato, parte un “Gheddafi boia”, anche un “negro di merda” seguito da un coro di “arabiammorte”.  In video, appare Gheddafi come un Bin Laden ricco, dietro una scrivania, e con una pacatezza da Presidente americano, dice: “Il traditore della Libia, Silvio Berlusconi, è stato giustiziato, oggi, su mio mandato. Avevo promesso vendetta e vendetta è stata, ora tocca ai francesi, al loro presidente, Allah Akbar”. Il video continua ma gli speaker di mezzo mondo, si affrettano a ribattere che il premier italiano è in sala operatoria, in condizioni gravi, ma che no, non è morto, e che di sicuro ce la farà. Parte un servizio con le prime dichiarazioni di presidenti e ministri degli esteri. Travolti dall’enfasi per il messaggio del Santo Padre, notizia in Ferrari che scavalca tutte le altre. “Affidiamo il cristiano Berlusconi nelle mani di Dio, che sappiamo clemente e misericordioso, e condanniamo fermamente la violenza, estranea all’Islam”. Segue servizio su pagina Facebook, inneggiante a Nim, ad opera di giovani comunisti. Abdelaziz Bouteflika, Presidente dell’Algeria dice attraverso Al Jazeera: che “Nim Yousuf  Karsh”, non è un cittadino algerino, e che il suo passaporto è falso. E che, molto probabilmente, anche la sua identità è falsa”. Carlo Rossella alla Bbc fa invece notare che:Yousouf Karsh è un nome di un grande fotografo di dive e presidenti, e che di sicuro il nome è una beffa”. Poi, dopo una pausa, aggiunge che: “Gheddafi non ha certo la classe di Capote per fare simili giochi”. Arriva il messaggio di Napolitano, registrato prima di imbarcarsi a Ciampino, alla volta di Milano. Il Tg5 diffonde la notizia di un ictus che ha colpito Emilio Fede. Il ministro degli interni Maroni ha dichiarato lo stato di allerta. Segue messaggio del Presidente Usa, Barack Obama. Raitre parla di un presunto sbarco di alieni a Lampedusa, e promette immagini.

Otto ore dopo. “Silvio Berlusconi è uscito dalla sala operatoria, l’operazione è andata bene, ma non ci saranno bollettini medici, la famiglia e il governo hanno chiesto il massimo riserbo”. Il Tg3 ha mostrato le immagini degli alieni a Lampedusa, forse è il film di Gipi, o comunque sono uguali, ne è nata una polemica in rete con Mughini che accusa di plagio Bianca Berlinguer. Per ora Gipi, tace. Su Facebook c’è una pagina che spiega che era una promozione del film, sono attori, ora anche l’Ansa racconta la beffa. Giovanardi dichiara: “comunisti di merda, froci, terroristi”, il Tg2 riporta la dichiarazione senza audio riassumendo così: “il ministro Giovanardi dopo aver espresso preoccupazione per lo stato di salute del premier che lotta tra la vita e la morte, si è occupato della notizia dei presunti alieni a Lampedusa, liquidando l’accaduto come una provocazione e richiamando Bersani e il Pd al senso di responsabilità che manca sempre alla sinistra e all’opposizione tutta”.

Mezza Italia è in piazza, e non ha intenzione di tornare a casa. Si prega per Silvio Berlusconi, in tv si sprecano i paragoni, e le accuse. La Russa ha chiesto “di bombardare la Libia” – lo stiamo già facendo da mesi – gli è stato fatto notare e lui ha ribadito: “voglio farlo personalmente e se non basta voglio essere paracadutato a Tripoli per dare la caccia a Gheddafi e ucciderlo con le mie mani”. Borghezio in conferenza stampa ha chiesto: “il bombardamento di tutti i paesi islamici, a cominciare dall’Algeria, e l’immediata cacciata di tutti gli stranieri: islamici e non, dal territorio padano e da quello italico”. Da qualche ora sono anche cominciate le polemiche  su come ha fatto l’attentatore Nim ad arrivare a così poca distanza dal presidente del consiglio, dopo il precedente incidente, sempre a Milano, quando un pazzo gli lanciò una statuetta del duomo. La confusione è enorme, c’è chi riparla di Ustica, chi della pena di morte, chi paragona Berlusconi a Papa Wojtyla, chi si spinge fino a Fatima: direttori di giornali, parlamentari, ministri, generali, esperti, nessuno perde occasione per un passaggio televisivo. A Roma e Milano risuonano le sirene di stato, delle auto che portano avanti e indietro i dichiaranti, sotto gli occhi increduli di chi sta per strada a recitare il rosario e nelle orecchie di chi sta a casa a perdersi nel gorgo dei tg. Scorte e auto blu, prepotenti, attraversano strade e piazze, a sirene spiegate, in un unico lamento che unisce il paese. Hanno tutti il giubbetto antiproiettile, e l’auto blindata, sono i professionisti del cordoglio, i maestri della dichiarazione, che si dondolano da una tv all’altra.

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3 thoughts on “Here comes the pain

  1. carlo picone ha detto:

    Peccato che non ci sia un finale…

    • apedieinstein ha detto:

      un finale lo vedo nell’…inizio…

      ” Il cerchio non si chiude, il Tempo non si ferma, non muore.” milcho manchevski, before the rain.

      apedieinstein

  2. Crescenzo Fabrizio ha detto:

    Racconto non inverosimile, in un tempo che non distingue tra piami mediatici e realtà, nel quale il ‘cerchio si chiude’ solo con le dichiarazioni alla tv e i talk-show che generano faziosità e violenza verbale e non solo che a loro volta produrrano altre dichiarazioni e altri talk-show.
    Una scena da Caimano al contrario che umanizza perfino Emilio Fede e dove l’aggancio alla ‘realtà reale’ è dato dal ministro La Russa.

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