Drowned, You learn

Annegato: corpo che trattiene acqua e non emette più suono. Evoluzione involontaria del sonno. Avviene in tutti i mari del mondo, negli ultimi tempi, perlopiù nel Mediterraneo. Il corpo subisce un temporale emotivo, prima perde calore, poi la resistenza all’acqua, che si riversa nei polmoni. Il livello sonoro emesso diventa inferiore a quello emesso dalle onde, e questa è detta prova di Lampedusa. Gli occhi si riempiono come piscine di troppo sole, e la testa o componente dell’uomo/donna perde energia, e muore, collassa o si addormenta, dipende dal grado di sensibilità di chi racconta. Quello di chi guarda è zero.

Estate: periodo durante il quale l’annegato (che non è ancora tale, avendo nel cuore la speranza di non esserlo) prova la traversata avendo maggiori possibilità. Ignorando, l’andamento delle borse.

Lampedusa: area o località predestinata all’attracco di figure oscure, dette clandestini o dormienti.

Lega Nord: partito che ha tra gli esponenti singolari esseri umani che classificano la morte per annegamento come performance televisiva o inganno per essere accolti sulla terraferma.

Sale: componente che prova a tormentare i sogni dell’annegato.

Dio: occhio inutile di pescatore o militare.

Film: riproduzione desideri degli annegati, realizzato con attori.

Mare: sistema che deforma la volontà dell’annegato.

Cerchio del desiderio o di Schengen: tragitto di un corpo estraneo ai territori europei.

Silenzio: voce dell’annegato, a prescindere dal sesso. Non ha valore legale, come chi (non) lo emette. Si esprime come volontà di arrivare. Esiste persino negli animali e talvolta gli stessi uomini si sforzano di realizzarlo. Di solito ha un mucchio di altri testimoni, l’insieme di: viene detto coro degli annegati.

Categoria distinta: il sopravvissuto all’annegamento, trattasi di rarità, ma è molto più ingombrante di un vecchio a Ferragosto. In compenso guadagna attimi di inutile notorietà grazie ai tg, a volte, riesce a far scomodare direttori di giornali che si premurano di andare a chiedere: come mai.

Barche: indumenti troppo pesanti indossati dagli annegati.

Rappresentazione: racconto dell’annegato con aggiunti di inutili dettagli.

Idioma: quando non usa il silenzio, l’annegato tende ad avere un idioma involontariamente fastidioso, come quello di una donna al risveglio, ha difficoltà ad aprire gli occhi e a masticare, lingua gonfia, le sue parole sono dette – dallo studioso Ben Marcus – : digrignate.

Retorica: l’arte di rivendere l’annegato in modo credibile, senza colpe del paese che era la sua meta, praticata da Tg e affini, anche da giornali, dove, spesso, scompare il Contesto.

Rimpianto: religione da conferenza stampa e cerimonia, usato da chi può stabilire l’amore per l’annegato.

Annegare (verbo): lasciare nell’indifferenza, impossibilità a raccontarsi.

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Laura Levine: Hope Sandoval, Los Angeles, 1993; The B-52’s, Kaaterskill Clove, NY, 1988

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: