La compagnia degli eroi

L’età dei componenti della compagnia è indecifrabile, stanno tutti in modo indipendente nel tempo. I supereroi son così. Blainsmuth suscita sempre l’emozione del padre all’aeroporto, mentre Batman continua a essere in testa nei sondaggi di opinione dell’Ohio (inspiegabilmente). Superman ha avuto un collasso in volo, e adesso che lo racconta, spaparanzato sulla sedia a dondolo della casa del dottor Marcus, ride, e con lui anche gli altri. Ma non è stato un giorno facile. Le pulsazioni luminose sono scarsissime e il crimine cicatrizza le sue ferite a una velocità costante. Blainsmuth alza la mano perché vorrebbe dire la sua, ma come eroe appena arrivato deve aspettare, prima c’è Robin che deve raccontare con un ampio giro di parole delle ammaccature lasciate dal vento. L’Uomo Ragno ha delle difficoltà con la pioggia, è convinto che il suo costume sia troppo pesante durante le giornate d’acqua al punto di non consentire certi movimenti. Il dottor Marcus sa quanto il tempo atmosferico influenzi non solo i discorsi sui tram, ma anche le giornate dei supereroi e ci sta lavorando, per questo ha smesso di scrivere e ha alzato gli occhi quando l’Uomo Ragno ha preso a parlare di persone, cani, e componenti aggiuntivi che scarseggiano. Ne vorrebbe uno che libera i costumi dall’acqua in eccesso, Marcus annuisce, come a dire: Ok, ci lavorerò. E l’Uomo Ragno sorride, come un bimbo felice davanti a una giostra.

Ogni anno questa riunione serve per mettere a punto le cose, e non far diminuire il divario tra i supereroi e il tempo presente. La loro è l’arte di rendere credibile il Bene. Hanno un uso calcolato della forza, e compiti precisi, non potendosi permettere sbandate amorose, devo attenersi strettamente alla punteggiatura della storia. Hanno assegnato un contesto e il suo crimine, hanno un pubblico e un dolore immaginabile che prima o poi, nonostante Marcus, li raggiungerà rendendoli umani. La loro è una vita da albo che si sforza di essere rapida, e spesso a serie finita, loro ne risentono. Questa vita contratta in velocità ha una colorazione emotiva che si attacca ai costumi, mimetizzandosi. Solo pochissimi ragazzi si accorgono dalla gestualità, di alcune pieghe di tristezza, impercettibili ai più. Marcus ha messo a punto una tecnica di fasciazione, che nasconde l’intera gamma di tristezza che il supereroe potrebbe mostrare, involontariamente, o permettere in un attimo di normalità l’esplosione cutanea con una struttura a elica su pelle. Il corpo del supereroe è pronto a sforzi inumani, come il suo cuore, il loro compito è l’esibizione del bene, pratica frequente perlopiù in America. Hanno una casa indumento (il costume, appunto) che però ha margini di consumo elevati, per questo c’è Marcus. Da qui la straordinarietà del racconto, che è una impalcatura da Beaubourg. C’è anche da mettere a punto una melodia segreta per ogni supereroe, che non può certo avere una suoneria per il suo telefonino comune al resto dell’umanità. Sarebbe una imperdonabile caduta di stile. Blainsmuth ne vorrebbe una a variante sonora per tipo di crimine. Marcus, ha finto di non sentire. Batman ha capito e ha provato a spiegare al ragazzo che queste sono cose da Hollywood e loro hanno missioni più importanti dei pieni ai botteghini. La compagnia è così, diversa nelle sue forme, e nei momenti più alti si fa onda. L’unico elemento che rimane fuori dalla discussione è il futuro, un supereroe è sempre attaccato al suo presente, e non avendo famiglia non deve preoccuparsi di vivere per pagare il mutuo, o di arrivare in salute al natale, no, la sua preoccupazione è una manutenzione costante di corpo mente e struttura morale. Quest’ultima, per esempio, in Blainsmuth(che lavora a Wall Street) è messa seriamente a rischio. Così, Marcus, per lui ha ideato il test “Tunica” (Sì, ovviamente c’entra Cristo e anche il film sull’indumento),  ma indica anche il grado di nudità facilmente raggiungibile e l’attaccamento al corpo immediato. Per gli altri invece c’è un fermo e consolidato controllo con dispositivi elettronici che misurano il livello di moralità, la regola è mai scendere sotto il livello MP (Mary Poppins). Il sistema religioso, è molto diverso. Intanto, per molti bambini il supereroe scavalca Cristo, Allah, Buddha, Shiva e via andando, per altri le figure coincidono, in più hanno in comune la produzione di stupore, la vocazione al sacrificio, e tutto il resto che vi sta venendo in mente, ma lo scarto sta nella mancanza di richieste da parte del supereroe: che non pretende preghiere né riti. Manca anche un libro di riferimento, in questo caso sostituito con i più agili fumetti che vanno conservati a discrezione del lettore. Certo, c’è chi manifesta la propria fede nella compagnia appendendo gli eroi alle parenti ma possiamo dire che c’è differenza tra una stanza da letto e una chiesa, sinagoga, moschea, tempio e via andando. E se state pensando a questa riunione come una pratica collettiva che ricorda quelle religiose siete fuori strada, qui si chiedono ragioni per cose pratiche, in nome del Bene, e per un altruismo che dovrebbe suscitare domande che non mi vengono rivolte, e questo mi fa pensare che voi in ascolto siate devoti alla singolarità del male, isole ancora da conquistare.

Photo by Dennis Stock.

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