Cheeser o sonno che cammina lentamente

L’esperimento del dottor Marcus denominato Cheeser o sonno che cammina lentamente è stato messo in atto. Dura poco, l’intervallo di una partita di calcio. L’uomo o la donna toccati dal trasferitore C, cadono in sonno. E i loro pensieri scivolano nel contenitore K. Il risultato è strabiliante: un mucchio di pensieri da controllare come un album di foto. Non riuscivo a capire quando Marcus l’ha spiegato, ma vedendolo è stato tutto semplicissimo. Abbiamo fatto l’esperimento nella metropolitana di Seoul e due settimane dopo in quella di Singapore. L’Asia è il posto migliore per qualunque tipo di esperimento, qui, come ripete Marcus, «c’è spazio per tutto». C’è una energia familiare che ormai riconosco a veder defluire – ma sarebbe meglio dire trasferire – dai dormienti al contenitore, i pensieri. La prima volta è stato come veder nascere un bimbo, una emozione fortissima, anche perché ti insegnano che non c’è una materialità del pensiero, ma con il dottor Marcus, so anche che niente è impossibile. Negli anni i suoi esperimenti, la sua cura dei supereroi, e le sue macchine, hanno fornito all’umanità strade diverse, e tutte al servizio del Bene. Anche questa volta accadrà. Siamo all’inizio, è ancora tutto da vedere, ma non si può non fidarsi di un uomo del genere. Su alcuni soggetti abbiamo temuto il non risveglio, ma poi è intervenuto prontamente Marcus con un concentrato di stimolanti. L’importante è che il trasferimento avvenga senza dispersione, il sistema è pluviale, nel giro di un quarto d’ora si riescono ad avere anche i pensieri passati, e poi in laboratorio si separano e si ricostruisce la vita del soggetto. La parte migliore è nella connessione, a Marcus è riuscita la mappatura connettiva del pensiero di un manager della Hyundai, e anche di una giovane musulmana. Vedere la barriera di pensieri, quasi due stanze divise, tra voglie e privazioni, tra sogni è realtà, proiettata sullo schermo del laboratorio ha portato a una esplosione di gioia. Anche il disegno delle orbite poetiche e gli anelli linguistici che vanno a intersecarle ha regalato molta emozione al team del professore, il soggetto era uno scultore coreano. Sono rimasto in disparte a stupirmi e prendere appunti. Ho visto il lavoro crescere, l’esperimento realizzarsi e infine la rappresentazione dei componenti che noi semplificando chiamiamo pensieri, la loro sequenza numerica disporsi in fila e poi prendere forma, rappresentarsi, farsi elenco di parole, è stato come veder auto-costruirsi un grattacielo, nel giro di 6-7 minuti. Ci sono orbite di pensieri domestici e altri extradomestici, almeno per ora questa è la dicitura. Alcune persone hanno un sistema non comune di pensieri, altri hanno una sorta di tecnica di stoccaggio, e altri ancora ne hanno di predominanti e assurdi. Marcus si riserva di analizzare un ampio campione prima di fornire una teoria capace di raccontare i tratti comuni. Ci vorrà del tempo. In alcuni c’è quasi un sistema di difesa che distorce, al momento del passaggio, i dati. Si tratta di soggetti giovanissimi. Inutile dirvi che un uso inappropriato del trasferitore C, potrebbe essere letale per l’umanità. Nelle mani sbagliate, si potrebbe addormentare chiunque (non ci sono stati soggetti, almeno per ora, che non sono caduti in sonno) per un numero limitato di tempo, capace di generare disastri enormi. Per questo Marcus è stato costretto a tarare il trasferito sulle sue impronte digitali, per scongiurare il pericolo. Fin dalle prime acquisizioni pirata con un piccolo registratore, Marcus ha capito che questa volta si era superato e che bisognava starci attenti il doppio. «Anche la scienza può dare assuefazione come il potere, il sesso e le droghe, ha detto ai suoi assistenti». E quindi ha raccontato gli scenari peggiori, prima di farsi carico della difesa della sua macchina. L’attività di Marcus non assomiglia a nessun altra missione esplorativa, per la vastità di campi e il successo, il New York Times ha fatto un paragone con Leonardo, e lui non ha smentito, né ha lasciato trasparire nulla quando gli è stato detto. Oggi, a fine giornata ha detto: «qualsiasi cosa accada, fate stare alla larga la politica da questo laboratorio». Ed era curioso che la frase venisse pronunciata poco dopo l’incontro col suo amico Henry Kissinger. E a chi gli chiedeva conto del suo amico importante, ha risposto: «I successi sono forme già scritte, vette che si raggiungeranno, quello che conta è il dopo. L’oggetto spirituale che muoverà la forza successiva».

 

Photo by Maria Vittoria Trovato

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