I segreti del gas

L’atto è definito Madonna, perché esposta in pubblico. La valutazione non è solo estetica, ma si crea qui – grazie all’intuizione del dottore Marcus – un modello di valutazione e rifugio che unisce islamici e cattolici, riunito in una sola forma. Si tratta di un neologismo fotografico che si fa carico di due religioni, e diverse, inutili, privazioni. In tale donna, e nella sua foto, si scorgono anche i segreti del gas, con aggiunta di luce. Tale corpo, chiamato per convenzione Madonna dell’islam, assume un atteggiamento che implica una soluzione all’inutile perdita di tempo: chiamata guerra santa, da entrambi le parti, con declinazioni diverse. Si modella qui anche il dolore contenuto nella figura, e si fa testimone nel corpo della fine – avvenuta – di ostilità e/o contrapposizioni. La figura contiene tumulti e quiete, e ha anche in basso a destra l’uscita di scena, nel buio, come da teatro, trattandosi di rappresentazione. Si è voluto rispettare lo stile di morte e la promessa di vita futura, e in ultima istanza anche la necessità, molto terrena, di fare silenzio davanti alla divinità. Si è scelta l’ombra come cicatrice del passato, e la luce degli occhi come possibilità. Il corpo come dimora domestica delle due religioni e anche come prigione della cultura primigenia, ma con l’unione: c’è l’annullamento, da equazione.

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