Archivio mensile:gennaio 2012

Safety

La confessione del Sub avviene attraverso il vetro di un acquario, e non ha ascolto, non può averne, vista la sindrome insorta, quella di una totale identificazione con lo squalo bianco. Si tratta di una ricostruzione parziale, delle abitudini del Sub, dovuta alle sue sempre meno frequenti uscite dalla vasca. Non c’è nessuna ricerca di assoluzione né nostalgia per la condizione – umana – perduta. Il dottor Marcus è stato chiamato a risolvere il caso, e dopo aver atteso l’uscita del Sub dall’acqua, bordeggiando il limite di aria delle sue bombole, è riuscito a parlargli. Ha assecondato la sua versione dei fatti, con la confessione in acqua, e la condivisione dello squalo bianco che lui chiama Ethan e che ormai anche il resto del acquario ha preso a chiamare così e non più XG456, e quando il Sub, Charlie Pizzuto, è tornato a immergersi, ha detto: «Si tratta di un caso etico. È convinto di immergersi in una area di etica acquatica e che lo squalo sia un suo interlocutore, quindi gli racconta errori e sofferenze: dal fallimento del suo matrimonio alla perdita di suo figlio. Continua a leggere

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Gunman

Il pozzo è una tomba senza nome, dietro c’è una casa di pietra, e sulla destra uno stagno. Tutto è ricoperto da un sottile strato verdognolo, una patina d’abbandono e muschio. Il bandito è nella casa, un cane abbaia lontano: padrone della notte. Ha lo sguardo dritto all’orizzonte che la luna rischiara, dietro un’ombra leggera di collina c’è il mare, una nave, forse anche la salvezza. Prima, diversi problemi da risolvere, un bosco da attraversare, un drappello di soldati da superare, eludere, uccidere o farsi uccidere. Il bandito ha le mani impastate di sangue e fango, ha ucciso l’uomo che l’aveva catturato nel sonno. Ha i calzoni umidi e i piedi bagnati. Perso l’acqua e il pane. Le sue certezze sono due pistole: quella recuperata e quella sottratta all’uomo che ha soffocato nella palude. Ha poco da pensare, tra scelta e necessità: può solo correre. Sta cercando di capire in che direzione, ora che il cane ha smesso di abbaiare e la luna coperta da una nuvola non indica più il sentiero. Continua a leggere

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Il blues del Po

Il Po è un blues per uomini soli, orfani di un mondo scomparso. A cantare è la voce di un pazzo, che attraversa paesi e città irrompendo nel silenzio di sperduti borghi, tenendo compagnia, volando nei campi, riempiendo giorni e notti: fra il frinire delle cicale, gracidar di rane e sgasi di trattori che arrancano rivoltando zolle di terra dura. Il suo è un lamento penetrante, nenia, che ricorda errori fatti, donne perdute, pesce cercato invano. È la vita che passa e gira, si perde e ritorna, sinuosa e incurante, specchio, sputo, ladro, giudice, testimone, accusa. Processo a cielo aperto, udienza continua, spada, mattini di nebbia e infiniti pomeriggi di sole. Piano piano entri nel suo lamento e in quello della sua gente. Devi stargli intorno come un chierichetto col parroco, assecondarlo, capire il rito, avere fede, e poi se hai cuore e fiato di stargli anche dietro senza perderti: impari ad ascoltarlo, e ne rimani rapito. Unisce più di uno stato, si porta dietro il fascino di una religione, ma a capirlo sembrano rimasti in pochi. I suoi 650 chilometri di bellezza negli ultimi trenta anni sono diventati una ferita, e tutti quelli che si avvicinano domandano solo del suo stato di salute, incuranti di quello che ha generato, ignorando le storie, le esistenze che trascina, le emozioni e le attese che ancora fortemente suscita. Continua a leggere

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La piscina Adam

La piscina per il controllo emotivo detta “Adam” è per il dottor Marcus una sfida. Il liquido contiene un regolatore emozionale dato dalla base di metallo capace di una attrattività magnetica che attraverso il calore arriva alla pelle e poi al flusso del sangue, fino ai comandi principali dell’emotività, agendo come un calmante. Sperimentato sulle scimmie ha dato esiti positivi. Queste agitate e incontrollabili come forme nuvolose con l’immersione assumevano uno stato di quiete che ha lasciato di stucco tutti i dottori del progetto. A Marcus l’idea venne guardando i naufraghi di una nave italiana consegnarsi alle telecamere subito dopo lo sbarco, e prima aveva visto gli scampati di una strage in una scuola di Chicago, e dopo quelli di un treno deragliato in India, e tutti avevano non solo una enorme voglia di raccontare, ma riassumevano la situazione tra le parole «forte» ed «emozione». È difficile per me spiegare il percorso associativo di un pensiero complesso come quello del dottor Marcus, quindi vi dico come ha risposto alla mia domanda: «c’è bisogno di un regolatore emotivo davanti a situazioni simili». Continua a leggere

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La muta di Radetzky

Il dottor Marcus sta curando un sistema di nuove mute con trasferimento di calore attraverso i peli, dopo mesi di prove: funziona tutto, solo che indossare le sue mute porta una sensibile diminuzione dell’appetito, e questa caratteristica non richiesta preoccupa i produttori, Marcus ha detto: «se hai fatto naufragio e ti trovi in acqua, conviene non aver fame, metti che i soccorsi non siano americani, ce ne vuole di tempo prima di essere salvati». I medici della Produzione stanno studiando gli effetti su un massimo di 4-5 giorni. A Marcus interessa la corrente che il pelo genera a contatto con la muta, il caldo che produce e la resistenza al freddo, pensa a un sistema simile anche per affrontare il ghiaccio. Ha notato come al contatto tra la muta e i peli il calore cavalchi con un ritmo ben preciso il corpo umano avvolto, e ha deciso di battezzarla Radetzky, per via della famosa marcia. Spesso a Marcus capita di cercare una soluzione a un problema che gli viene posto dalla Produzione e di trovare una risposta molteplice, come in questo caso. Continua a leggere

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