La piscina Adam

La piscina per il controllo emotivo detta “Adam” è per il dottor Marcus una sfida. Il liquido contiene un regolatore emozionale dato dalla base di metallo capace di una attrattività magnetica che attraverso il calore arriva alla pelle e poi al flusso del sangue, fino ai comandi principali dell’emotività, agendo come un calmante. Sperimentato sulle scimmie ha dato esiti positivi. Queste agitate e incontrollabili come forme nuvolose con l’immersione assumevano uno stato di quiete che ha lasciato di stucco tutti i dottori del progetto. A Marcus l’idea venne guardando i naufraghi di una nave italiana consegnarsi alle telecamere subito dopo lo sbarco, e prima aveva visto gli scampati di una strage in una scuola di Chicago, e dopo quelli di un treno deragliato in India, e tutti avevano non solo una enorme voglia di raccontare, ma riassumevano la situazione tra le parole «forte» ed «emozione». È difficile per me spiegare il percorso associativo di un pensiero complesso come quello del dottor Marcus, quindi vi dico come ha risposto alla mia domanda: «c’è bisogno di un regolatore emotivo davanti a situazioni simili». L’operazione con il consenso di molti stati americani dovrebbe portare all’obbligatorietà di una piscina “Adam” per ogni grande gruppo televisivo che spedisce giornalisti sui posti di disastri, con bagno coercitivo per sopravvissuti e anche per intervistatore. Sarebbe tutto diverso, dall’immersione non uscirebbe la domanda: «cosa ha provato?» ma qualcosa di molto simile a una passeggiata nei boschi, con un racconto dell’accaduto senza quel carico emotivo che uccide non solo la lingua ma soprattutto il giornalismo. Marcus, pensa a una tassa per chi si rifiuta di aderire al programma “Adam” così da rendere il percorso obbligatorio. Le critiche che sono venute dalla stampa sono state enormi, hanno parlato di «un uso calcolato del linguaggio», il dottor Marcus ha fatto notare che «è il contrario, si depura la testimonianza di un carico inutile che in molti casi copre il ricordo, riducendo i dettagli». Poi, alzandosi dalla conferenza stampa di presentazione del progetto “Adam”, ha fatto notare: «non sapete quanto l’emozione influisca sul linguaggio, e meno ancora quanto il suo controllo abbassi il livello di banalità dette e alzi quello di dettagli utili, e quante novità siano in arrivo con l’introduzione dell’immersione nella piscina prima delle interviste post incidenti, traumi e omicidi».

 

Photo by Tatyana Zenkovich

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