Archivio mensile:febbraio 2012

dinozoff

Dino Zoff è la dimostrazione che no, in porta non ci vanno solo i grassi ma anche i giusti. È  la dimostrazione che il portiere non si siede mai, nemmeno quando tira Magat. Perché ci sono calciatori jukebox che durano una stagione, e uomini come Zoff che possono coprire i secoli. Perché ora che quando le palle rimbalzano i portieri le mandano affanculo, lui no, restava fermo, e infatti adesso dice: «se mi esultassero davanti sti ragazzini li strozzerei». È Zoff non è la playstation, ci vuole Martellini non Caressa, è un altro mondo, e il rimpianto vale solo nel calcio, che è religione, e io le capisco le guerre, sì, di curva. Perché Zoff quando allargava le mani stringeva gli occhi e ci diceva a tutti: «ci sono, anche stavolta». Il calcio era regole severe se andavi in porta e non perché eri grosso era perché potevi urlare agli altri, o stare zitto come faceva Zoff, che bastava guardarsi e guardarli, e nessuna porta è uguale a un’altra anche se hanno la stessa misura, perché cambia la vista, e ci vuole classe per starci, non basta una divisa colorata, devi metterci la faccia, e la forza, come quella di dimettersi per un giudizio avventato, imbarazzante e nemmeno autorevole, di chi ha fatto delle superficialità un modello. No, a Zoff se proprio devi criticarlo non basta una battuta, e prima di cominciare a parlare ci vuole una lunga introduzione da libro Adelphi. Continua a leggere

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Better times

C’è nelle liti di coppia una esibizione teatrale che non dovrebbe mai sfuggire a uno scrittore, e anche i modi grossolani di un lui capelli grigio Clooney, hanno una loro poetica, ma bisogna saperli cogliere, salvandoli dal ritmo avvolgente delle parole che battono a ritmo d’offesa. Il tumulto di lei, che si porta le mani al petto, mentre lui le allunga a scandire le rivendicazioni con tempi precisi, e viceversa: quando lei replica con notti e mancanze: referti di amori perduti, lacrime e sangue dal naso, come contorno, e una amarezza, quella mia che li guardo, e spero che non mi accada mai. Ma non faccio in tempo a pensarci su che lui dice quello che pareva insperato a me ma soprattutto a lei: «non mi lasciare, non darmi questo tormento», parole urlate mentre una strada li separa, e passa anche una macchina, per la precisione Alfa Romeo MiTo, nera, e lei smarrita sembra recepire, nonostante il passaggio dell’auto e la distanza, quando si dice la voce dell’amore. Continua a leggere

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Carmela, la più grande balena di San Giovanni a Teduccio

Il sottomarino Nestor, progettato dal dottor Marcus, è una nuvola di ripensamenti e glorie, fatto di linee morbide e accelerazioni tecnologiche. È una macchina di precisione e forza, zoccoli, metallo e fantasia. L’oceanografa Zazie, è quella che comanda, equipaggio e ricerca. Nestor non è un sottomarino come altri, non solo perché pensato da Marcus, ma perché nasce per una precisa missione: cercare il mostro Carmela, una balena cresciuta a San Giovanni a Teduccio, tra veleni, rifiuti e canzoni di Nino D’Angelo, che poi ha preso l’oceano Atlantico.  Dall’oblò, Zazie scruta i fondali, il suo è un mestiere strano, «evanescente» le dice il suo fidanzato, «una missione da Achab degli abissi, che non porta da nessuna parte». Carmela è più scaltra di Moby Dick, e «la sua immagine ovale di latte che bolle o sboffi di farina», come l’ha definita il dottor Marcus, è un ricordo passato a sentire gli esperti militari. Di sicuro la lontananza dal golfo ha portato delle influenze sul colore, l’ultimo bollettino la tinge di ocra, ma «è una bugia» ha detto Zazie, «Carmela non è una balena di facili colori, e il bianco è la sua natura». Continua a leggere

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50 DFW

Che cosa ammira dell’acqua Bloom, amante dell’acqua, mescitore d’acqua, portatore d’acqua, tornando al cucinino? La sua universalità; l’equità democratica e la naturale costanza nel cercare il proprio livello; la sua vastità nell’oceano della proiezione di Mercatore; la profondità insondata nella fossa di Sundam nel Pacifico che si estendeva per 8000 tese: l’infaticabilità delle sue onde e particelle di superficie che a turno visitano tutti i punti della fascia costiera; l’indipendenza delle proprie unità; la variabilità degli stati del mare; l’idrostatica quiescenza nella bonaccia; la turgidità idrocinetica al minimo di marea e con le maree primaverili; la calma piatta dopo la devastazione; la sterilità nelle calotte circumpolari, artica e antartica; la sua importanza climatica e commerciale; la preponderanza di 3 a 1 sulla terraferma del globo; l’indiscutibile egemonia che si estende per leghe quadrate su tutta la regione al di sotto del tropico subequatoriale del Capricorno; la multisecolare stabilità nel bacino primordiale; il suo letto luteofulvo; Continua a leggere

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no charge, Rodger

Rodger Scott, il campione di sumo dalla pelle nera, ha consumato la sua voglia di capire le donne e ora si preoccupa solo di sudare. Le ha guardate a lungo, come si può guardare il cielo, continuando a stupirsi che vada oltre i grattacieli della città dove vive, che il blu, il grigio il bianco abbiano ancora spazio anche fuori dal suo sguardo. E che le stelle, no, non stiano in tasca. È un sentimentale, anche se a vederlo combattere non sembra. I chili ingannano, dico quando afferra gli avversari, fuori dagli incontri si sa: i grossi o stanno in porta o sono buoni. Il suo problema è che non è pronto ad accogliere le donne che gli appaiono come temporali sulla costa oceanica, e ci rimane male quando se ne vanno, dopo aver scaricato, che sia pioggia o baci, Rodger ci mette del tempo per riprendersi. Poi ci riprova, e poi rimane male. è successo diverse volta, una di più, l’ha segnato. Adesso ha smesso. Come una attività che chiude per mancanza di soldi. A distruggere la pazienza del grosso, è stata Leah (לאה), una cantante, neri gli occhi, vai a sapere il resto delle parole che cantava, era ebrea e le strofe erano nella sua lingua. Lui diceva: «nera e basta. Occhi suoi, pelle mia». Lei sorrideva, cantava, e dopo lo amava. Quando è finita la promozione americana, è sparita. Lui ha provato a cercarla, lei non hai mai risposto. Continua a leggere

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