ancora una volta

Il braccio armato, ha nella notte il suo mare. Lama o pistola poco importa, il mezzo non nega la fame quando infligge il colpo definitivo. Scova gli imboscati, i traditori, per gli innocenti non deve faticare, quelli non si sono nascosti mai. La vita trascorre veloci davanti alle azioni del braccio armato, non ci sono pause ma solo un lungo elenco di caduti. Dell’ultimo ricorda il numero di scarpe, il 43, un numero non civico, ma un singhiozzo nelle sue orecchie, che passerà presto. Il braccio armato non perde mai attualità ed ha una ampia dimensione geografica Kabul, Bagdad, Sarajevo, Città del Mexico, Mogadiscio, Groznyj. Non ci sono stagioni che possono fermarlo, il braccio armato fabbrica estinzioni, anonimo si muove, per non sentirsi colpevole ogni tanto si toglie la divisa, indossa una pettorina, si fa donna, e calza sandali. Per come oggi stanno le cose potrebbe persino governare un vasto territorio, se solo lo volesse, ma a lui piace cambiare, la politica richiede stabilità. Non desidera premi ma gloria, certo la sua religione è il denaro, ma col tempo, ha capito che quello che conta sta altrove, sapersi indispensabile al mondo, questo conta. Le sue missioni sono turismo industriale, lui arriva innesca il meccanismo dell’odio, raggiunge il numero di morti richiesto, crea i presupposti per il conflitto e poi riparte, alcune volte vorrebbe restare, dare una mano ulteriore, passare ancora per qualche estinzione che aiuterebbe la causa, ma sa che sarebbe una caduta di stile, le voglie non gli appartengono, i sentimenti nemmeno, lui è il braccio armato, è serve solo a colpire, il resto lo fanno gli uomini che lo seguono. Ha le lacrime come mostrine e un sasso al posto del cuore, la sabbia sempre sulle spalle, e in tasca un marco tedesco, ricordo di quando servì il glorioso paese. La conclusione è una ferrovia, ha stazioni di vita passata, e nessuna galleria, il braccio armato col buio ha un riflesso incontrollato, spara all’impazzata. Tra i suoi compiti, quello più alto è dispensare dolore, disperdere colpi sarebbe uno spreco imperdonabile. A volte qualcuno scrive sui muri, forse non esiste neppure, e lui si riconosce, come in una polaroid, consumata dal tempo. Ne son passati di anni e di spari, sotto la soglia della sua Aurora, un appartamento di razze e vite, e lui, sì ogni tanto ci pensa a quelli che non invecchieranno mai, poi sorride, esce nella pioggia, e pensa al prossimo.

Image Mr. Fish

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