Archivio mensile:maggio 2012

Erik runs

«Sono quello con la faccia da criminale», risponde Erik Lannerbäck, quando gli chiedo come faccio a riconoscerlo alla stazione centrale di Stoccolma. Avrebbe potuto dire sono quello con le spalle larghe, fisico da pilone di rugby, calvo. Ma gli piace scherzare sul passato da gangster. La differenza tra lui e il resto dell’umanità salta agli occhi, nessuno si sognerebbe di parcheggiare davanti all’entrata della stazione, tra i taxi. Una vecchia Volvo 740 rossa, «non è mia», precisa mentre saliamo, con lui ci sono Timmie (bosniaco, cinque anni di carcere e ancora sei mesi da scontare come dimostra il braccialetto alla caviglia che subito mostra), e un regista della tv svedese, in eschimo, che si occupa di programmi per bambini, parla poco e mastica tabacco in grosse quantità. Richard Ford non avrebbe saputo fare di meglio. Continua a leggere

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Rumeni di Sicilia

Vivono ibernati anche se passano le giornate al sole, o sotto le serre. Sono in Italia, da 6-7 anni, hanno imparato la lingua guardando la tv, ma non cucinano italiano, non vogliono restare, non vogliono che i figli crescano qua, sono i rumeni di Sicilia, nomadi per sopravvivere. Contadini per forza. Comparse di passaggio. Se non li vai a cercare rischi di non vederli mai. Vengono da paesi piccoli, che stanno ricostruendo da qua, un passo alla volta, una stanza all’anno. Il loro immaginario è rumeno e va da Hagi a Mutu, eroi tristi che l’hanno sfangata, ascoltano Gigi D’Alessio, Laura Pausini, tifano per la Juve, ammirano Totti. Le loro abitazioni: piccole, vuote, orientate alla nostalgia di casa come le preghiere dei musulmani a La Mecca. Continua a leggere

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Soggezione al ridicolo fascino di un cambio di stato

La vita scende verso il finale mentre noi divaghiamo. Ellen Gopnik, lo sa come si tratta il tempo, caselle da riempire, numeri da barrare con altri numeri, immagini da rimpiazzare con altre immagini, attraverso il lavoro del corpo.  È solo un giorno senza pretese, mentre si aspetta che arrivino le settimane di Londra. Lei si allena lasciando poco spazio a questo tipo di pensieri, ma può capire che abbiano la meglio. In questo caso, allenamento suppletivo, si allontana il fastidio con lo sforzo. Il ritmo braccia-respiro riporta nel cuore i desideri, restituisce al mittente i pensieri, e restaura la normalità. Il piatto ripetersi di azioni conosciute, e l’inseguimento di quello stato che per brevità si chiama perfezione, faranno il resto. Nella ripetizione c’è l’annullamento della fantasia, il nuoto è monotonia applicata a un liquido. Lo sa persino chi lo ama. Continua a leggere

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macchina di distrazione

C’è un numero limitato di fossi che ci aspetta, e nei quali cadremo. Per alcuni hanno sfondi diversi, per altri sempre lo stesso. Ci sono un numero di costruzioni limitate che visiteremo, per poi dirne male, in modo frettoloso manifesteremo il nostro scontento, poi, qualcuno di noi andrà a Taranto e rivaluterà quelle visite orientali. C’è una roulette degli incontri che per molti chiama sempre numeri diversi e che ad altri consegna ogni santo giorno lo stesso colore e lo stesso numero, ma loro non hanno puntato che una volta sola. In un tempo limitato incontriamo e conserviamo un numero di segreti che a volte ci pesa a volte ci fa sentire migliori. Continua a leggere

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