Capolavoro, categoria distinta

Vorrei saper dire qual è l’orbita di costruzione di un capolavoro, il segreto che lo rende tale, vorrei poter dare l’immagine essenziale, un resoconto scritto, ma niente gli renderebbe giustizia, impossibile dire quale orizzonte gli appartenga, e raccontando la sua bellezza tutti diventiamo ridicoli. Alcuni usano il verbo decifrare, ma è una falsa pista, col capolavoro si può fare qualsiasi cosa, persino dirne male. a questo punto siamo lontani, e bisogna adeguatamente collegare l’opera al linguaggio. Ecco, un limite del capolavoro è che usa sempre una lingua nuova, che gli altri imparano dopo. La scienza dei capolavori è la loro esperienza. Bisogna starci attenti, a questo ovattato silenzio, intercapedine tra noi e il mondo, vivono solo in assenza, hanno un metronomo diverso, ancora da capire, come l’oscurità specializzata che li cancella dalla nostra vita. Invecchiare sarebbe il loro sacrificio. Possono conservare sacche si infelicità a nostra insaputa.  Il capolavoro  è la vita che si rende visibile, che appare e racconta,  si denuda e magari ti dice anche chi sei. Abbiamo un continuo bisogno di un linguaggio intimo che ci spieghi, il capolavoro è sempre un campo vuoto che ti chiede di abitarlo. Che poi se dipendesse da me ci parlerei guardandolo bene e gli direi non è perché hai degli attacchi speciali che te ne puoi andare in giro, senza salutare, ecco e poi continuerei: se dipendesse da me lo fisserei a una piattaforma, bloccandogli le vie di fuga, promettendogli: è solo questione di tempo, perché il capolavoro è sempre un corpo freddo anche quando ti pare di sentirlo cantare, e se è davvero tale per lunghi momenti non devi riuscire a vederci niente dentro, perché certi pezzi sono pensati progettati per far sparire le case, a loro si chiede di fare orchestra, non di essere ninfee, è questo il punto. Il vero capolavoro contiene già tutto quello che puoi provare, e non si imbarazza se lo lodi, è presuntuoso per statuto. Se dipendesse da me non vorrei un capolavoro libero di andarsene, lo imbottirei di brani di tempo per non farlo volare, gli lascerei anche qualche imperfezione per poter dire è mio, riconosco i miei errori.

 

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