Be men, not destroyers

L’idea al dottor Marcus è venuta guardando il Blu River, così è nato il “Questionario Lazarus”, sulla posizione tra elementi, divini e terrestri: c’è una distanza minima dalle cose, comune a tutti? E può essere misurata usando quella che separa Dio dal resto degli uomini? O quella che ne separa due che giocano a tennis? Come si stabiliscono i punti? C’è una forza che spinge e respinge? Se lo sguardo di Dio è a volo d’uccello e il nostro è terrestre, entrambi hanno un movimento, quindi non esiste una posizione statica e nemmeno una equidistanza dalle cose e dagli altri? A parità di movimento c’è una staticità della posizione degli oceani? Le creature dell’aria hanno lo stesso sguardo e la stessa distanza di Dio? Quale è l’atto che allontana veramente da sé: il suicidio o il matrimonio? Esiste una modalità del corpo per misurare la distanza con un amore corrisposto che non abbia il sudore come evidente risultato? Il calibro delle api come mai non è proporzionale alla loro importanza terrestre? Come mai la distanza tra alcuni uomini e certe donne rimane invariata nonostante sforzi sovrumani e promesse di amore? Le contrazioni nuvolose hanno a che fare con quelle delle faglie terrestri secondo un fattore tempo (T) e una precisa ripetizione dell’evento (X)? Quanto ha contato la distanza dall’amore materno per i serial killer? E come mai il misuratore Willeford è impazzito misurando quella di Bin Laden? C’è un legame tra l’orrore e la costruzione estetica che lo genera? E come mai è la parola “madre” l’ultima distanza che separa il respiro dei soldati dal mondo? E nella trasfigurazione del corpo in pittura per dire da Michelangelo a Bacon? E se il canone estetico dell’orrore passa dalla distanza (D) che separa il luogo dell’orrore dagli sguardi (S) che si susseguono, è possibile quantificare approssimativamente il dato dell’inquietante (I) contenuto in ognuno di noi? E se nel sentire comune esiste una lontananza (L) dalle cose questa è sempre misurabile con una parola esistente o ne richiede l’invenzione di altre? Come si identifica la distanza dall’Altro? Un elefante in una pista circolare circense, può essere considerato il riassunto figurativo della questione? Può esistere una prossimità alla distanza? E se la base della distanza di tutto, proprio tutto, fosse quella che separa giorno e notte? Che potremmo definire e adottare come “distanza d’atterraggio delle cose”, ovvero “unità di misura precedentemente sconosciuta” o anche solo “discorso degli dei”?

Photo of  Sarah Moon

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