un santo a corrente

Yann GrossMister Willis, ha scelto il fuoco, e se lo porta sullo stomaco, no, non si tratta di ulcera ma di un costume. È un supereroe da Luna Park, nell’Ohio è più famoso del presidente Obama, ci crediate o no. Qui, lo vedete durante una pausa di lavoro. Si occupa di lottare contro i rumori migranti che assillano i bambini, che per brevità chiamiamo: terrore. Anche contro i messaggi che generano paura, è una creatura del silenzio che rimette tutti in pace col mondo. Come solo certe giocate di Joe DiMaggio, niente da dire, Mister Willis e le sue orbite comunicative hanno salvato molte infanzie dagli incubi.  Nell’unica intervista concessa per lo studio sui nuovi supereroi condotto dal dottor Marcus, diceva di aver capito il suo potere guardando Jerry Lewis nella gag della macchina da scrivere, ma i dettagli sono segretati, e quindi possiamo solo attribuire alla capacità di Lewis di vedere e usare un oggetto che non c’era, rendendolo visibile, proprio come Mister Willis vede e usa il terrore che i bimbi si portano dentro e che al Luna Park appare evidente, almeno ai suoi occhi. Willis, agglomerato e convergente, direziona i suoi poteri assorbenti e libera i corpi dal terrore. Un po’ mago, un po’ parafulmine, molto macchina a batteria che si ricarica di ricordi terribili altrui. Insomma, un santo a corrente. Un sistema sensibilissimo capace di percepire e rilevare la posizione della massa terrificante o delle sue scorie e poi di estrarla con un movimento naturale che lavora sul remoto, niente di ospedaliero piuttosto con piccoli tocchi allegri da clown. Attraverso la pulsazione il corpo sottoposto a espulsione consegna a Mister Willis il suo terrore, senza accorgersene. Il supereroe accumula e libera. L’altro caso riscontrato, dal dottor Marcus, di un santo a corrente è di un bosniaco che ricopriva questo compito durante la guerra. Lo scienziato vorrebbe arrivare a una pellicola o meglio ancora una tuta capace di svolgere questo compito liberatore. Tuttavia, affinché abbia successo, deve avere il completo controllo delle fasi, e deve essere in grado di riprodurle in modo artificiale. I problemi maggiori vengono dal fatto che il terrore ha una direzionalità non univoca, e anche una capacità riproduttiva altissima, si attacca a tutto, scavando micro-spazi nelle cellule, una sorta di cavità nidificate.

L’unico indicatore è una spuma: visibile solo al microscopio – ma non sempre è presente – e che il dottor Marcus ha chiamato “mushroom rag”. L’altro problema è la paura che Mister Willis non basti a scoprire tutto quello che serve per la riproducibilità di un supereroe del genere. È un caso complicatissimo. Come sempre il tempo dalla parte del bene è limitato. Il dottor Marcus vorrebbe chiedere a Mister Willis di ridurre l’esercizio delle sue funzioni ma si rende conto che verrebbe meno lo scopo della sua esistenza. In questa altalena di vuoti si muove la ricerca.

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