Archivio mensile:giugno 2013

Triste come Pelé

pele1Ha indossato la maglietta del Brasile e ha detto: «Brasiliani! Scurdammoce ‘o presente». Lotte, proteste, poveri, rincari. Se in campo c’era un Pelé imprendibile, fuori c’è sempre stato un Pelé prevedibilissimo, mai di lotta sempre di governo, griffato Fifa. Il calciatore è sicuramente un mito, si è fatto prima campione quindi Rei per i messicani e regina d’Inghilterra per Venditti, dio a termine per il “Sunday Times”, poi icona, film, neologismo, ministro, infine banalità. Continua a leggere

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come dice il titolo

923164_10151625127139108_541795410_nQuando finalmente arriverà il futuro, mi troverà in accappatoio e a quelli della radio che chiederanno perché, risponderò: «avevano detto che era una grossa nave da crociera con piscine». E poi mostrerò il mio petto come una bocca il sorriso, e subito dopo aggiungerò per chi ancora non l’ha visto: «niente di spettacolare, un bar, quattro stagioni di tristezza, una serie tv, qualche film, molte donne, un vecchio in frac che dorme in una stanza fra barchette di carta: solitudine, una coppia che non parla a letto: fine di una storia». Da un armadio verrà fuori un silenzioso Dio o un suo vice e dopo aver distribuito a ciascuno la sua vera voce, finalmente mi dirà chiaro e semplice perché non ho avuto fortuna col pianoforte. E no, non ci toglieranno le piccole cose belle che fanno da esca al nostro tempo sulla terra, proprio come diceva l’oroscopo di ieri,

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Doughnuts

A US Army corporal, former POW in Germany, gulps doughnuts and cokes at Le Havre airfieldSalve, sono Mary Wallace, sì, quella delle “Ciambelle Wallace”, proprio «le ciambelle d’America», «le uniche ciambelle possibili», «le ciambelle belle», «le ciambelle col cuore», «le ciambelle che non tradiscono»,  quelle che hanno sul pacco e sulla singola bustina il carrista americano che ne morde una come l’osso un cane. Sono qui in tv per raccontarvi della mia storia e del mio marchio, sì, sì, dico marchio e non fabbrica perché in fondo abbiamo solo ampliato lo spazio e messo a nastro la confezione rispetto all’inizio, quando le ciambelle le faceva mia madre e con lei mia nonna – l’idea era stata sua – il resto l’ha fatto quel genio che è stato mio padre, un fotografo amatoriale prima: quando è andato in guerra per conto della nostra bandiera, e poi un fotografo di matrimoni e funerali, fino a quando non abbiamo tutti preso a lavorare per forza alle ciambelle. Continua a leggere

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I leopardi di Kafka

20130615_48957_tortora3E se un bel giorno si fossero svegliati decisi a imporci il loro personale punto di vista, magari niente affatto socialmente progredito, sul fine ultimo delle nostre libertà, e avessero preso a caso uno tra i più esposti, quello meno plausibile: proprio per questo, giusto colpevole? Per poco, certo, giusto il tempo di consumarlo, un esempio per tutti gli altri, quasi che il progresso fosse il poter apprezzare il fatto che stavolta non è toccato a noi, Continua a leggere

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I Kavanos

edison-cavani-gossip-600x356Ora che anche il suo vicino di casa a Montevideo, Gian Antonio Orighi, ci ha fatto sapere che Edinson Cavani deve giocare con l’Athletic Bilbao perché è la sua squadra e lui aveva una nonna basca e deve cambiare ruolo, perché lo ricorda qui, in cortile, bambino, giocare come portiere – e parare tutto –, anche il reality “Cuore selvaggio” si interroga su questo. Continua a leggere

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