Balkan

Rodina_01_startseite_01dice che no, non si può fare, perché chiedo, e ne viene fuori una storia di inadeguatezza, allora dico: spiega, e quello continua col fatto che gli aerei stanno in cielo e le case in terra, e che quella è dimensione, e se proprio devi, ci puoi passare sopra, ma non puoi piazzarci un tubo con le ali davanti a un palazzo, che cosa c’è di male? continuo a chiedere, e lui mi fa: c’è una teoria della collisione ne hai sentito parlare? certo che sì, ma c’è bisogno di una velocità sbagliata o comunque di un errore nel caso la collisione non sia voluta, ed ecco che abbiamo trovato un punto comune, forse, perché segue silenzio, poi si siede sulla panchina e prima di ricominciare tira fuori il pacchetto di sigarette stropicciato e ne prende una, la accende, soffia via il primo fumo, e dopo attacca: a parte che non bisogna contraddire la gente tanto per contraddirla, dice a voce bassa, e sembra aver concluso, perché riprende a fumare lento, mentre io penso a come fargli capire che è quello che dico anche io, sul serio, che per me un aereo può star bene ovunque a patto che ce l’abbiano portato e non sia cascato e che anzi la cosa – che potrei chiamare: deposizione, visto quello che abbiamo davanti – mi sta anche bene, perché – vorrei dire – avvicina i bambini al cielo, ma poi mi accorgo che si presterebbe a una doppia interpretazione e giù dai altre accuse, e così lui risponde, quasi avesse sentito quello che non gli ho ancora detto: senti, le nostre tesi scientifiche sono ancora da poppanti, per questo è meglio lasciare le cose distanti, e a me sta frase qua, sembra una poesia e gli chiedo: è una poesia? e lui dice: no, è una risposta, ah, ok, è che suonava e allora ho pensato che avessi preso in prestito dalla poesia la risposta definitiva, no, perché non avrei avuto niente da dire se fosse stata una poesia, visto che non lo è, e mancando l’intenzione poetica, io che mi ero tenuto dentro la storia dei bambini vicini al cielo proprio perché mi sembrava una cosa che potesse esser detta da una donna, poeta, ovvio, ma non la dico, perché rispondere con una cosa che potrebbe essere poesia, di una donna, per giunta, non mi pare bello, rispetto a uno che dice poesia, persino quando non vuole, e allora gli dico: ciao,

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