Il profeta

2012October31Wednesday203758mino_raiolaDa quando a Mino Raiola è apparso Gascoigne, la sua vita è cambiata. Ha lasciato Balotelli, Ibrahimovich, Hamsik, Pogba, si è iscritto alla Cgil e al congresso è stato eletto segretario, da allora l’Italia vive una pacificazione che sembrava non appartenerle. Tanto che dagli Stati Uniti alla Svezia vengono a studiare la pace sociale del procuratore pallonaro che si fece segretario e infine profeta. Lui, che veste in saio e gira in sandali molto meno eleganti di quelli di Erri De Luca e Ammaniti, è dimagrito di 30 chili, e trova il tempo per tutti: dai metalmeccanici ai manager. Per ogni categoria riesce a spuntare sempre un nuovo contratto vantaggioso, e ormai anche in Confindustria si cerca uno così, hanno chiesto a Moggi di andare a Lourdes e redimersi, gli hanno fatto seguire un corso con Enzo Bianchi ma niente, Moggi è la prova che il diavolo sì, forse veste anche Prada ma principalmente non cambia la sua parte, non è questione di moda o costumi ma di carattere, una delle ultime cose rassicuranti come l’aspirina e il mese di ottobre. Il problema di Raiola è un altro, il Pd, è questo il miracolo che manca, l’impresa da compiere, ha ovviamente declinato l’invito a candidarsi, ma ha dichiarato a Cazzullo (ormai un suo apostolo) che per un Pd di lotta e di governo senza problemi con la gnocca lui aveva proposto ad Epifani di votare Ruud Gullit che conosce Berlusconi e i suoi segreti e anche per i rapporti con i russi, ma poi non si è fatto niente, Renzi ha risposto “Faccio un passo indietro solo davanti a Mourinho”, e Raiola in una intervista a Lucia Annunziata ha dichiarato: “Il Pd è l’unica squadra che non riesco a rinforzare, si crede il Barcellona in realtà è messa peggio della Casertana”. Sono giorni difficili, il profeta è volato in Camerun ed è tornato in Italia quattro giorni dopo col suo candidato alla segreteria del Pd. Ha incontrato prima Letta e poi Renzi che rimane candidato premier, e in una conferenza stampa congiunta hanno annunciato il nome: Roger Milla, e davanti al silenzio dei giornalisti, Raiola ha spiegato il progetto di guidare gli Stati Africani, in contrapposizione all’Europa unita dei tedeschi, “È una concessione terzomondista? Può essere, ma quanto hanno dato i calciatori di colore al nostro campionato?” Ancora una volta il profeta ha avuto ragione, il giorno dopo dal Manifesto ad Avvenire, tutti erano felici della scelta di Milla, che atterrerà domani a Fiumicino per sottoporsi alle visite mediche e poi cominciare il ritiro per le primarie, e Renzi vola nei sondaggi. Balotelli ha twittato: “Per me è un campione anche se il mio presidente rimane Berlusconi”. Anche la Fiom che ha sostituito il triste Landini con l’ironico Daniele Silvestri – che non ha mai indossato una maglia della salute – ha espresso la sua approvazione con un nuovo comunicato-canzonetta: “Milla-Milla venuto da Yaoundé / pe’ magnasse la Santanché”. La rivoluzione Raiola è contagiosissima, tanto che Letta e Alfano si sono piegati ai suoi consigli, e ora la realtà governativa italiana sembra il calciomercato: Antonio Conte è andato al Corriere della Sera, De Bortoli allena l’Atalanta, Rizzo e Stella sono il duo d’attacco del Chievo Verona e Pigi Battista è il nuovo allenatore della Roma, Collina è presidente del Senato, Piero Grasso l’ala destra del Palermo, Zamparini è ministro del commercio con l’estero, Giovinco capogruppo Sel e Prandelli è il nuovo ministro della salute, la Camusso skipper di Luna Rossa, Massimo D’Alema va a dirigere i Meridiani Mondadori avendo rifiutato la panchina della Lazio, Francesco Totti va al Copasir, il presidente della Repubblica, votato anche da Casini e Grillo è Ermanno Olmi, Tornatore il suo portavoce, Napolitano dirigerà Venezia ma solo per due turni, in Champions vanno Lazio e Inter perché Lotito è il nuovo ministro delle finanze e Moratti è agli Esteri. Per il resto c’è stato un rimpasto: Alena Seredova alle pari opportunità e Rosy Bindi a casa Buffon, Fabio Cannavaro commissario straordinario alle imprese chimiche, Lapo Elkann sostituisce la Melandri che rientrando con Veltroni, Zingaretti e Fioroni nell’affare Milla vanno al Camerun senza diritto di riscatto, Brunetta è il nuovo agente di Youssou N’Dour, Lupi allenerà il Ghana, Dell’Utri diventa premier a Capo Verde e Gerry Scotti e l’intera Lega Nord (ad esclusione di Bossi) vengono ceduti a parametro zero e senza possibilità di riscatto ai pirati somali. Alla Fifa Carlo Rossella prende il posto di Blatter e Tabacci quello di Platini, Trapattoni va all’antimafia. Per i dissidenti kazaki e i calciatori ucraini si adottano le norme del campionato colombiano volute da Pablo Escobar, e Borat diventa sottosegretario alla presidenza del consiglio per due anni a parametro zero. E Lui, Berlusconi, è andato ad allenare il Paris Saint-Germain, coronando un sogno che aveva dai tempi di Sacchi. Papa Francesco durante l’Angelus di domenica ha fatto sapere di apprezzare molto la rivoluzione “raioliana”, e che lo sente vicino ai suoi insegnamenti. E infatti è annunciato per i prossimi giorni il nuovo piano di ristrutturazione delle aziende a partecipazione statale, Raiola vuole davvero cambiare questo paese e la nomina di Fulvio Abbate a direttore generale della Rai è solo il primo passo anche nel campo della cultura e delle comunicazioni, Mara Carfagna sarà il nuovo direttore del tg1 con Del Piero vice, Mario Orfeo va a sostituire Galliani, al tg2 vanno in tandem Allegri e la Gelmini, al tg3 Tommasi e Finocchiaro. “La chiarezza prima di tutto, non siamo punk ma veniamo dalla strada”, è il motto del profeta Raiola, che ha come intercalare un verso di Biagio Antonacci (nuovo ministro dell’agricoltura): “Bisogna dire la verità, nessuno dice la verità”. Anche per Finmeccanica dopo la cura De Gennaro, si seguirà una linea diversa con Ilaria D’Amico che si porta Massimo Mauro e Luca Vialli. Corrado Augias va a Skysport. Infine, per la cultura, riunione concitata tra Letta, Alfano (che è dato come sostituto di Montella sulla panchina della Fiorentina) e Raiola, e dopo un lungo braccio di ferro che vedeva tra i favoriti Enrico Ruggeri (per via di “Bianca Balena”, Raiola che oltre a non dimenticare è – come Maurizio Milani – Dc fisso tutta la vita) è stato scelto Max Pezzali per la profonda conoscenza dei disagi della periferia metropolitana, il cantante ha precisato che il suo abbandono della musica non prevedeva una svolta politica: “Ho deciso solo dopo aver conosciuto Raiola, ora ho capito cosa intendesse Ibrahimovich quando parlava della luce emanata”, poi ha dedicato la vittoria a Franco Califano.

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One thought on “Il profeta

  1. […] e trigliceridi, ecco Mino Raiola che gioca in attacco come e più di Zeman – che ha conosciuto bene – senza disdegnare […]

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