Bane

Felipe DanaSono cominciate le evacuazioni delle zone A-E della Campania, con l’aiuto dell’esercito americano e dopo mesi di trattative, con molta lentezza, la maggioranza dei cittadini ha accettato di lasciare la regione. Anche ora con l’esodo forzato in corso, e con l’accettazione delle decisioni governative e l’appoggio della Nato, le manovre non sono affatto facili. Dopo i numerosi accertamenti e con i valori di inquinamento che avevano raggiunto cifre spaventose mettendo in crisi persino gli scienziati russi e incuriosendoli (c’è stata una delegazione guidata da Putin che ha voluto incontrare i Casalesi in carcere), ancora c’era chi negava l’evidenza, la situazione era ingovernabile, poi la comparsa dell’esercito dei Velenosi, ha fatto precipitare le cose, e si è decisa l’evacuazione. I Velenosi sono degli zombie incrocio tra uomini e pesche del casertano, hanno la pelle verde e pelosa e la voce di Ignazio La Russa, invece di camminare dondolando come i film di Romero insegnano, corrono più di Bolt e questo rende difficile centrarli in corsa, anche investirli con una Smart risulta piuttosto complicato. Anche se non sono armati, avanzano, spaventano, occupano posizioni senza poi fare nulla, sembrano il Pdl ma non hanno un capo in attesa. L’unica è che avendo la testa a pesca si possono tagliare e allora l’esercito ha avuto in dotazione dei machete per affettarli. Ogni invasore ha un debole, c’è da dire che molto hanno fatto anche le api, insignite da Napolitano della medaglia al valore e con l’Ape Regina di Giugliano nominata senatrice a vita. Nonostante i Velenosi, le invasioni, l’inquinamento, l’evidente rischio, le trattative sono durate più del previsto – tra lo sconcerto dei soldati americani chiamati a governare la zona – e solo dopo tre rimandi del giorno stabilito per l’evacuazione, finalmente la maggioranza dei cittadini ha accettato di muoversi. C’era anche stata una proposta di referendum dei Radicali, Pannella si era messo fuori l’ambasciata americana a Napoli ma è stato arrestato, rimosso e deportato a San Francisco, da dove manda allucinate cronache da gonzo journalism al “Corriere di Malta”. In Campania, rimangono quattro grandi fuochi di resistenza: nella zona vesuviana Ascione Ciro guida i “Disoccupati contro l’Esodo”, a Casal di Principe con i “Garantisti per il Veleno” un gruppo di Casalesi che guarda troppa tv, in Irpinia con De Mita Ciriaco e suo nipote che però stanno litigando su chi deve essere Don Chisciotte sotto le pale eoliche, e a Salerno dove il sindaco De Luca Vincenzo ha deciso di non abbandonare la città ed ha anche cercato di impedire ai suoi abitanti di andar via. Capeggia un esercito di volontari e di obbligati vigili urbani (si conta su tradimenti e defezioni non più punibili vista la decadenza dell’autorità) e oltre a sparare a vista su tutti: Velenosi e non, urla come Rocky: «Non fa male, non fa male» e riconosce come unico interlocutore John Travolta. Tutt’altra reazione ha avuto il sindaco di Napoli che ha vissuto lo sgombero come una liberazione, «Assa ffà» è stato il suo commento mentre consegnava il governo della città al colonnello Henry McCarthy, non mancando di fargli notare le grandi opere quasi realizzate, e con la premura di una casalinga che affida il salotto buono a degli hooligans li ha pregati di continuare quello che è giusto, poi prima di andare ha chiesto al colonnello McCarthy se conoscesse Al Pacino. Gli americani a Scampia hanno trovato le armi chimiche che cercavano in Iraq, Afghanistan e Siria e quindi hanno bombardato il quartiere. Quello che gli italiani non sanno (ci fosse stato Cossiga Francesco, sì, allora in quel caso si sarebbero fidati) è che la Campania intera dovrà essere staccata dalla penisola e portata in Nevada per essere studiata. Ecco il motivo degli scavi e della pontificazione che nemmeno le inchieste di “Fatto” ed “Espresso” hanno svelato: scrivendo erroneamente di saggi per una possibile bonifica, ignorando che non c’è nessuna possibilità di recupero. E ignorando che le numerose navi lungo la costa non erano lì per portare in crociera i campani, bastava contarle: trentacinque supermeganavi, persino Assad le avrebbe trovate leggermente sospette. Il problema è che la Russia di Putin vuole almeno metà regione, e ha portato sottomarini atomici nel golfo di Napoli, minacciando le supermeganavi di cui sopra. Il Papa ha chiamato Putin, poi Obama, poi Aung San Suu Kyi per uno sfizio suo, e dopo lunghe trattative si è scelto un progetto “New Wall”, tipo Berlino ma questa volta con un muro trasparente così Assange non può lamentarsi, con in testa gli sponsor per quando verranno i marziani. Napoli divisa in due: Est ai Russi, Ovest agli americani come da libri di storia e da Google Maps, e l’intera regione sotto teca per essere studiata, con un vantaggio enorme: gli scavi di Pompei – per la prima volta – saranno tenuti bene.

Photo of Felipe Dana

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: