Salviamo Maradona

mBisogna salvare Diego Maradona da Gianni Minà, da anni gli fa le stesse domande e lui fornisce le stesse risposte, sembra di vedere un vecchio spettacolo di cui sai già tutto, conosci i tempi e le battute e non ti stupisci più, anzi ti viene tenerezza a pensarli ripetere il copione. Perché sono invecchiati, perché tu conosci già dove cadranno e quando il campione piangerà, dove ci sarà l’applauso e quando partiranno le immagini di repertorio. Adesso tornano con i dvd che già erano uscititi con la Gazzetta dello Sport, che già erano stati promossi e venduti, e quindi sono andati da Fabio Fazio, dopo interviste a tutti i giornali italiani. Una coppia di attori che recita a soggetto: il complotto Fifa, i nemici Blatter e Pelé, l’amico Fidel Castro, la buonanima di Chávez, il Sudamerica  alternativo, il gol all’Inghilterra e il mondiale messicano, il mondiale italiano e il rigore inesistente concesso a Voller e segnato da Brehme, la droga e la famiglia, gli Usa brutti sporchi e cattivi. Poi ci sono le varianti: il calciatore del momento, la nazionale Argentina (conseguente complotto della federazione), le tasse; il tutto condito dalla commozione di Maradona, e poi le lacrime: l’unico vero film da fare, tutte le lacrime di Maradona (suggerimento per). La nuova intervista, a Dubai, con le note della musica araba che sostituiscono il tango di Piazzolla, e il drone che vola sulle case da Truman Show degli emirati, ci porta due sole notizie: Maradona è diventato nonno e ha un nuovo nemico Aguero il padre di Benjamin ed ex compagno di Giannina, e soprattutto l’unica vera novità di autentico stampo maradoniano – che potrebbe essere l’altro filone da seguire –: Dalma è diventata una attrice di teatro. Il resto è stanchezza, compiacimento tutto di Minà, e tenerezza per Maradona che sì, ha smesso di fare la foca col pallone e ora la fa con i racconti. Guardandolo, ripetersi, ho capito perché Bob Dylan cambia sempre qualcosa quando esegue le sue canzoni: pensavo fosse un vezzo, invece, è un progetto di fuga.

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2 thoughts on “Salviamo Maradona

  1. Un napoletano tifoso del Napoli ha detto:

    sicuramente una parte di mondo intorno a Fazio Minà e Maradona corre, loro sembrano fermi ma sono al passo con l’altra parte di mondo. Re Diego è solo, ancora il più grande calciatore del mondo di tutti i tempi. A Bale e compagnia dimostrare il contrario. Messi non c’è riuscito ancora a vincere un mondiale da solo.

  2. dr. Gonzo ha detto:

    A Cuba c’è la migliore sanità del mondo, venite a curarvi il cancro con il veleno di scorpione e Fidel è scampato ad almeno 74 attentati, anche per mano di quel finocchio di Kennedy. Rigoberta Menchù mi ha confidato personalmente che le macellerie messicane sono un luna park rispetto a quelle guatemalteche, ma non ditelo a Oliver Stone se no ci fa un documentario debole con immagini di repertorio di Pearl Harbor, Val Kilmer più gonfio di Mickey Rourke e Fischer/Capablanca a Mosca nel ’25 quando Pasternak e Omar Sharif pisciavano ancora il letto di mamma e papà. A Latinoamerica paghiamo tutti i collaboratori, IVA, ritenuta d’acconto e contributi previdenziali inclusi, e io che ho davvero conosciuto Troisi, mica quella sciacquetta della De Sio, posso assicurarvi che Il Postino fu boicottato agli Oscar da Clinton in persona, che sognava Beatrice e ripiegò su quella lavatrice della Lewinsky, figlia di un ottuso repubblicano del Missouri in preda a paure, deliri e la più grande pesca alla squalo del Southwest. Ma in fondo ai ragazzini come voi voglio bene, anche se dovete ficcarvi bene in testa che dopo l’addio di Granado l’America siamo Io e Veloso, di Marcos l’anno prossimo esce nuova intervista mia e film di Salles (al quale avevo detto che Kerouac non è Marilyn, non viene bene sullo schermo) e se riesco a vendere Zapata a Mel Gibson vi porto a mangiare sushi da De Niro, che è sempre in debito con me per averlo raccomandato a Leone quando ancora lavava piatti a Little Italy.

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