Coney Island baby

loureed3E se vi dicessi che per un periodo della nostra vita abbiamo misurato il valore delle cose in loureed, se vi dicessi che per noi “conìailandbebi” era un modo di fare, e “gloriovlovve” era l’inno quando si tornava, e quando abbiamo scoperto che Drella era per Andy Warhol un po’ ci siamo rimasti male, però lui ci aveva spiegato perché dovevamo andarcene via lontano “Smalltauvn”, e anni dopo quando qualcuno di noi, davvero, si è perso in un divorzio ritrovandosi al cospetto un giudice donna, of course, tutti abbiamo pensato che la misura delle nostre vite stava nella rima tra divorce e course, una retta che potevamo risparmiarci, e, invece, loureed si è fatto persino divinità, così quando uscì “Trainspotting” che sembrava un film fatto di proposito per metterci “perfectday”, il primo film montato intorno a una canzone, andammo a vederlo e capimmo che ancora aveva un posto inossidabile agli incroci della nostre vite, e che nessuno era migliore, persino lui, anche se rimaneva la nostra unità di misura, e suonasse o scoprisse gente come Antony Hegarty: uno con una voce e un mondo, ecco, c’era sempre lui, in testa, e potevamo ancora contare gli anni con le sue canzoni, e usare come specchio le sue tante facce da Amleto eroinomane a punk raffinato, un trasformatore continuo (con David Bowie a fargli sponda) che baciasse uomini o donne, che fosse giovane o vecchio, era comunque la nostra unità di misura del tempo, perché continuava a fare dischi e a cantarci, senza mai sprecare una parola, e abbiamo persino visto un film di Paul Auster perché se c’era lui ne valeva la pena – e sentirgli dire che aveva paura della Svezia e ancora della normalità – e un mucchio di altre cose: come andare al concerto degli U2 per rivedere i Velvet Underground, amare Laurie Anderson e cercarne di simili per capire cosa si provava a essere gelosi attraverso una missione spaziale, “Satelliteovlovve“, and I say, oh, oh, oh, Who am I? Dubitando della buona fede e pure dell’arte contemporanea ma solo fino a un certo punto, with a young lady on your arm, looking for a kiss, l’ultimo.

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