Archivio mensile:aprile 2014

Gabriel García Márquez

1958Aveva deciso di diventare scrittore a 17 anni, quando leggendo “La Metamorfosi” di Kafka, si accorse che raccontava le cose alla stessa maniera di sua nonna ma in una lingua diversa. «E il minuto che resta, cornuti, ve lo regaliamo», perché mangeremo merda pur di non dar via l’onore, in quell’andirivieni del cazzo che è la vita, nonostante il sapore dei mandorli amari e le donne da amare, i labirinti e le rivoluzioni, provando a non fare figli con la coda di maiale. Naufraghi, colonnelli e patriarchi. Ma prima di tutto Mercedes, niente a che vedere con le auto. E il resto, il resto, son cose da giornali.

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da grande voglio fare il bambino

IntantoancheFulvio Abbate sa controllare come pochi la Storia ed è capace di renderla familiare. Riesce nel gioco di proiettare nel proprio quotidiano, personaggi come Adolf Hitler «venne ad abitare da noi durante l’autunno del 1961», Ettore Majorana «le sopracciglia folte, una leggenda del mistero», Albert Camus «uno che ride mica tanto facilmente», con tutto il carico di altre storie che si tirano dietro, e di rovesciare le parti, trasformandoli in comparse rispetto al tempo che attraversa la sua famiglia. Così nel suo ultimo romanzo “Intanto anche dicembre è passato” (Baldini&Castoldi, pagg. 170, euro 15,90): Hitler diventa uno zio improvviso che tinteggia casa Abbate a Palermo e poi scopre un amore siciliano finendo nel nulla mafioso con la colpa di non saper bene rispondere a delle domande su uno sceneggiato tv. Continua a leggere

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La nota di Freud

Gustav MahlerAlbergo di Leida, Olanda, 26 agosto 1910. Pomeriggio. Si incontrano Gustav Mahler e Sigmund Freud. Lunga conversazione di 4 ore. Loro due in una camera, prima, poi escono camminano e soprattutto parlano. Uno dei più grandi compositori della storia musicale e l’inventore della psicoanalisi. È perlomeno uno scambio alla pari.
Freud per soddisfare la richiesta di Mahler ha interrotto le vacanze. Si sono cercati, non trovati, ricercati, poi Mahler ha rinunciato e dopo c’ha ripensato, insomma non una cosa facile. Anche perché il compositore non ha avuto una vita da picnic. Continua a leggere

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