Alta Moda Vaticana

wNelle catacombe romane si è svolta la prima sfilata d’alta moda Vaticana, e per l’occasione si sono ricomposti i pezzi di stoffa intrisi di sangue di Giovanni Paolo II, cuciti da Armani. Le vesti papali dell’attentato in piazza San Pietro. Visti i frequenti furti dei pezzetti, la diffusione e il mercato nero, Papa Francesco ha deciso di farne una sola unica reliquia tenuta insieme da ago filo e mani di Armani (sì le mani dello stilista resteranno sul vestito per devozione, ad asportarle sarà il professore Lanzetta che poi gli cucirà quelle di un giovane portiere ghanese), il tutto sarà esposto nella basilica di San Paolo a Roma. La nuova politica economica del Vaticano, dopo la chiusura dello Ior, prevede diversi investimenti e tra i principali l’ingresso nella moda con due linee: una sportiva per gli uomini e le donne di buona volontà e una di alta moda per la fascia alta di devoti (capi di stato, nobili, manager e calciatori). Papa Francesco ripete «non basta curare l’anima bisogna prendersi cura anche dell’aspetto dei nostri fedeli», per l’occasione anche Gesù in croce vestirà con la nuova “tuta da crocefissione” dotata di cilicio all’interno e però con una riserva di due litri d’acqua e zucchero e una cannuccia per bere. C’è il tailleur per dar da mangiare agli affamati e il completo per dar da bere agli assetati disegnati da Claudia Koll. C’è l’abito per Lui e quello per Lei pensati per la “Campagna d’Africa”, il maglione militare per i preti anticamorra e di frontiera con giubbetto antiproiettile e crocefisso borraccia, il giaccone nautico per i giornalisti cattolici contro la macchina del fango, e le scarpe per muovere i primi passi cristiani in periferia. La svolta di Papa Francesco è evidente, una ventata di novità, che hanno trovato la collaborazione anche di Dolce&Gabbana per un nuovo saio, con la sacca per le offerte, tagliato a V in ricordo di Versace, cappuccio impermeabile, e soprattutto il saio è un double face che permette di non lavarlo se si è in un paese povero: «trattiene lo sporco e avvicina la fede». Una vera novità che ha vinto anche i dubbi dei gesuiti. Delle suore si è occupata Miuccia Prada, con un lavoro che ha visto la collaborazione anche delle sorelle di Madre Teresa, le Missionarie della carità, che ora hanno dei sandali petalo di rose con strappo blu e un velo di cotone che sembra zucchero ma in realtà sono delle garze recuperate negli ospedali africani, vere e proprie reliquie, trattate con ammoniaca e colorate a seconda degli ordini monastici, l’abito invece, bianco neve Himalaya, ha una grossa croce a rilievo, rosso fuoco, sulle spalle, e con una cerniera laterale che è calamita e contiene delle posate componibili che fanno anche da contrappeso contro i tentativi di sollevamento. Per vescovi e cardinali, invece, si è chiesto a Jean-Paul Gaultier di ridurre lo sfarzo in un salto minimalista, ne sono venute fuori delle tutine fucsia da Jesus del “grande Lebowski” che però non hanno trovato l’approvazione della commissione estetica papale, che ha chiesto di sblusare un po’ e così sono nate le tute celesti, che fanno un po’ astronauta americano un po’ tuta NBA, piaciute molto al pontefice che pensa anche alle prime olimpiadi vaticane. Per l’occasione sono anche stati presentati i nuovi rosari: c’è quello copertone proveniente dalle strade del peccato assemblato dalle ragazze nigeriane della Domiziana, quello pistone-biella fatto dai cassintegrati Fiat, quello in ceramica faentina convertibile in servizio di piatti dei disoccupati dell’Emilia Romagna, il rosario-guinzaglio per il passeggio con cane ideato dai cingalesi, quello corda di liana della comunità africana di Lampedusa, canna da zucchero e canna da bambù ovviamente caraibiche, catena di bici voluto dai pensionati lombardi e infine quelli monouso a gusto di caffè, fragola e cannella idea di Oliviero Toscani. «Papa Francesco è davvero molto in gamba. E devo dire che è anche molto chic nel vestire. È lui la mia icona fashion» ha dichiarato Sharon Stone, dopo la sfilata. Facendosi portavoce del sentimento dei molti attori e registi presenti. Dal vostro inviato Frederich Manaus, è tutto.

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One thought on “Alta Moda Vaticana

  1. Guido B ha detto:

    Manca il link della famosa “lavanda” che Suor Claudia fece per Papa Tinto I…

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