Rasmus Elm

Rasmus Elm in training for SwedenTra tutti i ragazzi che ho avuto ripenso spesso a Rasmus Elm, uno svedese che se ne stava dietro le punte, non andava in tv, non faceva pubblicità, non litigava e non amava le copertine. Era il calciatore gentile. Suo padre mi aveva raccontato che da ragazzino rifiutava di giocare, poi era stato un centrocampista timido, però ordinato, preciso, mai fuori posto, né in campo né fuori. Lo vogliono in tante squadre, dall’Arsenal al Manchester United. Prima aveva scelto l’AZ Alkmaar, in Olanda, poi la mia squadra in Italia. Elm non è solo un bravo calciatore, è quello che tutti definirebbero «un tipo particolare», sul quale si raccontano molte storie. Per esempio, un pomeriggio che era infortunato invece di stare a giocare con la playstation andò all’Ikea per arredare meglio il posto di ritrovo con i compagni. E fin qui ci sta. Quello che invece succedeva prima, e in parte succede ancora, era ed è legato alla timidezza di Elm, al suo odiare la ribalta fino alla fobia, con gravi conseguenze alimentari che lo stavano portando a mollare il calcio. Mi disse: «Mister, ero molto ansioso per ogni partita, non volevo giocare, soffrivo quando arrivava il mio turno, cominciavo a sperare che piovesse tanto da allagare il campo, in modo che la partita venisse rimandata». Crescendo ha lavorato su di sé, ha cambiato dieta diverse volte e ha scoperto un’intolleranza al glutine. Elm ha i piedi buoni, potrebbe impostare, ma si è concentrato a coprire i vuoti lasciati dagli altri, a interrompere le azioni degli avversari. Nato in un piccolo paese del Sud, Broakulla – una scuola, una pompa di benzina e un museo, oltre alla squadra di calcio –, si è portato dietro quel mondo, come il cibo da casa, per non dover aspettare i pasti differenti da quelli dei compagni. La sua storia è rincorsa degli altri, ricerca della normalità senza vedere la propria bellezza. Andando in Olanda era maturato, e temeva che la sua aggressività in campo potesse sconfinare nella vita. Per gli altri un fatto normale, per Elm qualcosa su cui riflettere.

[Per favore non dite niente, Chiarelettere]

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