Le sorelle Robinson

1-121223_Nshindi_011-690Quando le sorelle Robinson attaccavano “Siamo tutti a rischio” c’era sempre qualcuno che piangeva. Perché sapeva che sentendole avrebbe provato il dolore di vedere la realtà. Potevano anche stare dentro la tivù, andava sempre uguale: c’era uno che piangeva. Espressioni sicure e una voce sola, erano le sorelle Robinson. Potevano risalire la scala delle note senza slacciarsi o disperdersi in suoni misteriosi come solo le urla dei neonati. Avevano lasciato da piccole la loro casa lungo il Mississippi e si portavano sugli zigomi la tristezza degli orfani, in petto – invece – avevano la rabbia di due fidanzati e mezzo lasciati per strada, e nelle voci lo scorrere del fiume, il resto, tutto il resto, lo facevano le loro forti braccia, che, alzavano, al cielo solo per l’ultima canzone, quella che faceva: «Signore dammi il coraggio di cambiare quello che posso».

[La foto è di Sarah Stacke]

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