Nevica verso l’alto

Ahtletic Bilbao 1976-77L’Athletic Bilbao è come il calcio dovrebbe essere: una utopia di valori consolidati, che diventano bandiera di resistenza, sorretta da fede quasi religiosa, con comandamenti rigidi che il tempo prova a cambiare, riuscendoci solo in parte. Autonomia, libertà, avventura. Ogni campionato è una traversata vera. Sarà che spesso giocano sotto la pioggia, con molto vento. Sarà che il calcio basco nasce in mare, sulle navi inglesi e attraverso le merci che si muovono nel Golfo di Biscaglia, tra marinai e fuggiaschi, capitani, facchini, sognatori, e conserva in una lettera sola: la Acca di Athletic (tanto dava fastidio a Francisco Franco che la abolì) il suo debito inglese. Acca, poi ripresa, con molto orgoglio. Sarà che è l’unica squadra a giocare in una Catedral, il San Mamés, abbattuto nel 2013 e ricostruito. «Il San Mamés non ti lascia mai solo, parla con i suoi calciatori, ti tende la mano per non lasciarti cadere. Più le cose alla squadra vanno male, più si riempie il San Mamés», così Marcelo Bielsa penultimo allenatore, poi sostituito da Ernesto Valverde. L’Athletic Bilbao è la Cuba del pallone, resiste ai colossi miliardari di Madrid e Barcellona, provando a sfangarla campionato dietro campionato. Non è una squadra di calcio ma una micronazione pallonara, proclamata non in virtù delle vittorie – che pure sono arrivate (8 Liga, 23 coppe del Re, 1 Supercoppa di Spagna) – ma dell’esistenza, minata sempre più dall’evoluzione occidentale del fútbol. Allora si difende, la sua trincea è tutta educativa, la cantera, fa quello che le altre squadre non fanno più e che solo il Barcellona ha capito: coltiva i settori giovanili in modo sistematico, maniacale, ossessivo, e i risultati si vedono, e come rivoluzione ha anche preso a sfruttare questa ricerca, vendendo: Javi Martinez al Bayern Monaco e Ander Herrera al Manchester United. Solo nel 2008, la società, si è arresa allo sponsor, la Petronor, una compagnia petrolifera che però ha sede in territorio basco. Sì, perché il sogno è questo, farcela da soli, con quello che ti offre la tua geografia,  Euskal Herria (letteralmente il popolo che parla la lingua basca) la tua gente, l’educazione che viene dalle squadre basche, e se per alcuni questa condizione è vista come una chiusura, per altri, molti altri, è una vetrina di bellezza, quella dei Davide che provano a non farsi aiutare dagli altri, che relegano i soldi e i titoli in secondo piano, rispetto alla possibilità di cercare il meglio dentro di sé. L’Athletic Bilbao è una squadra di minatori, nel senso che stanno di continuo a scavarsi dentro, tra famiglie e terre, per cercare di cavare fuori il meglio. E ci riescono. E negli anni hanno regalato non solo la più bella utopia alla storia del calcio, ma anche figure pichichi01come quella di Rafael Moreno Aranzadi, “Pichichi”, faccia da Manolete, attaccante morto giovanissimo di tifo, divenuto “Titolo” per il capocannoniere della Liga. O il portiere José Ángel Iribar, un personaggio da romanzo, un vero leader politico amato dal popolo anche candidato con Batasuna (il partito basco). Fu quello che ribadì la libertà di pensiero sui campi – oscurata dal dittatore Franco – esibendo la Ikurriña, la bandiera basca. Uno che quando lasciò il calcio devolse l’incasso dell’ultima partita per la pubblicazione di un dizionario dello sport in lingua basca. L’Athletic Bilbao è il tentativo attraverso il calcio di non far morire le parole di un sogno, e a volte una squadra è neve verso l’alto. Perché come dice Bernardo Atxaga (scrittore basco): “Vedi, le parole non sempre sorgono/in solitarie aree industriali;/non sono necessariamente prodotto/degli uffici per la pubblicità./Sorgono a volte tra le risate,/e sembrano pollini al vento./Guarda come vanno verso il cielo/ come nevica verso l’alto”.

[uscito su IL MATTINO]

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One thought on “Nevica verso l’alto

  1. […] Ventura. A Torino userà il 3-5-2 e il suo capolavoro è la vittoria al San Mamés contro l’Athletic Bilbao. Non è un profeta, ma un insegnante passato dalle scuole (superiori) agli spogliatoi, molto […]

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