Il misterioso caso di Kim Jong-un

Kim Jong UnDopo settimane di assenza, finalmente il governo di Pyongyang ha fatto sapere che Kim Jong-un non è scomparso, ha avuto solo una infelice reazione chimica a un farmaco. Adesso pretende di vestire Dolce&Gabbana tutta la Corea del Nord, con una divisa fucsia a strisce bianche. I suoi primi collaboratori, che hanno provato a farlo ragionare, sono stati dati in pasto ai cani, come suo zio, il resto gli ha promesso che appena si ristabilirà dalle febbri, si partirà col progetto “rivestiamo il paese”. Il problema è che col passare dei giorni, le richieste – che divengono subito decreti imperscrutabili – si moltiplicano: ha indetto un festival hawaiano, pretende Pontiac gialle a strisce nere per tutti: una fabbrica in ogni paese della Corea, semafori con le labbra, autolavaggi per astronavi, un castello di fiammiferi bruciati grande come il Lussemburgo che deve essere invaso entro tre giorni, la sterilizzazione di tutti i gatti bianchi, un secondo videogioco che lo veda protagonista assoluto: distruttore di città e draghi, di prepararsi alla scalata della Apple e della Cia, di chiedere all’Egitto il trasferimento di almeno una piramide a Pyongyang in cambio di alcune cisterne del famoso olio per frittura nordcoreano, confezioni di zucchero a forma di dio, la costruzione di una cattedrale degli sbadigli, l’abolizione: delle tabelline coreane, del suono delle parole, del fango e delle periferie, l’obbligo di bere l’Inca-Cola ma solo per merenda, una alleanza con le mucche indiane con uno scambio di visite con i funzionari di partito, una riproduzione per dieci di un maggiolino che produce ciondoli portafortuna, un museo per balene (specificando che deve essere il più grande del mondo), l’immediata produzione di giubbe ignifughe alla verità, il trasferimento a Pyongyang dell’NBA, la nomina di almeno due galline per villaggio ad ambasciatrici presso l’Onu, la lotta senza frontiere all’acne e ai suoi derivati, la costruzione di una città del formaggio con una collaborazione italo-francese, l’istituzione delle praterie mediche e di quelle notarili, l’impareggiabile assembramento di milioni di candele profumatesplosive da spedire per natale a tutti i capi di stato nemici della Corea del Nord, la creazione di una catena di scommesse sulle corse degli scarafaggi regolamentati sui gran premi di formula uno, l’estensione della patria fino all’Australia con opzione per Nuova Zelanda e Isole Figi, l’ordine di sparare tre volte al giorno lungo il confine con la Corea del Sud, la costruzione di una catena di lounge bar in tutto il paese che portano il nome di Al Capone, la sostituzione delle ciotole presenti in tutte le case nordcoreane con un servizio di piatti Ikea da pagare a rate intestando tutto ai sudcoreani, una fabbrica di piedi di plastica e una di mani di carta, la nascita della figura del direttore di contea (a forma di losanga su disegno di Philippe Starck), la formazione di un esercito di usignoli e piccioni da addestrare al superamento delle frontiere Nato, una richiesta di amicizia su Facebook al Kazakistan per poi bannarlo e molto altro ancora. I medici non riescono a capire come una semplice aspirina coreana la “Yo Jong”, prodotta in autonomia, possa aver causato una tale reazione. Sua moglie Ri Sol Ju ha accusato gli Usa di quello che è a tutti gli effetti un attentato contro «sua eccellenza universale mio marito».

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