Natale in casa Cupiè

Mimmo-Jodice-9Dopo il sondaggio che vedeva Eduardo sparire nella memoria dei ragazzi napoletani, il ministero della cultura, approfittando dell’importanza dell’attore, regista, drammaturgo e poeta Eduardo De Filippo, ha istituito i primi campi di rieducazione eduardiani. È un esperimento che si ripeterà in molte città italiane e fa parte di un progetto per il recupero della memoria culturale del paese. In collaborazione con Sky – in chiaro per il censimento ministeriale – tutte le famiglie campane sono state sottoposte a un quiz di cultura eduardiana attraverso il telecomando. I primi dati sono disastrosi, il 70% delle famiglie è da internare e recuperare, tanto che si sta decidendo di evacuare il restante 30% (di cui il 22 % è composto di stranieri residenti) e studiarlo. Sono ore concitate. Toni Servillo si è reso conto che le sue interpretazioni hanno contribuito alla cancellazione dei gesti eduardiani, e ora è sotto osservazione in ospedale. Massimo Ranieri: ricercato per abuso d’Eduardo, citazione sbagliata di commedia, traffico di poesia napoletana, si è barricato nel teatro Carlo Gesualdo di Avellino e minaccia di farlo saltare. Vincenzo Salemme si è consegnato senza opporre resistenza. Paolo Sorrentino è tutt’ora ricercato, voci non confermate lo danno latitante in Giappone. Non è bastata nemmeno la campagna di sensibilizzazione che ha preceduto il censimento, l’obbligo della sostituzione dei crocefissi con le immagini dell’attore (in molti, soprattutto anziani, hanno risposto: sono sempre stati insieme perché ora dobbiam toglierne uno? E con Maradona come ci regoliamo? E Sofia? E Totò?), le sue commedie sono andate a nastro come interviste di Fidel Castro su ogni canale, tutti i tg hanno raccontato luoghi e attori, i suoi discorsi e i suoi libri sono stati stampati e distribuiti con i giornali, tutto inutile, questo grande impegno ha portato alla scoperta che la tv e i giornali non servono più a niente. Con conseguente “interessantissimo” dibattito. L’unica notizia buona è un gruppo di dissidenti che proclama la supremazia di Peppino De Filippo, che richiede almeno tre sue statue in ogni città della Campania, l’obbligo di inserimento di “Non è vero ma ci credo” tra la Cantata dei giorni dispari e quella dei pari, e gli stessi spazi televisivi concessi ad Eduardo. Ci sono anche due (2) uomini che si sono proclamati desimoniani ed esibendo i denti del maestro: – come reliquie d’opposizione alla lingua borghese di Eduardo – chiedono un fondo di ricerca per le parolacce e le bestemmie basiliane perdute. Poi, l’improvvisa eruzione del Vesuvio ha ristabilito priorità.

Foto di Mimmo Jodice

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4 thoughts on “Natale in casa Cupiè

  1. rodixidor ha detto:

    Hai dimenticato i fratelli Giuffrè. Una dimenticanza o una loro assoluzione? 🙂

    • mexicanjournalist ha detto:

      Non c’è nemmeno il figlio. Io parto dall’irrappresentabilità di Eduardo che scriveva anche il silenzio, ed aveva un tempo suo, che è come una nota che non prendi. Se guardi tutti gli altri venuti dopo, rispetto a Eduardo ti sembrano fuori sincrono tra gesti e parole, perché, appunto, lui girava dispari. Per i fratelli Giuffré ho affetto, e poi loro avevano rispetto, si son messi in scia alzando le mani.

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