Archivio mensile:dicembre 2014

Satyricon a Napoli ‘44

5307988_318113Non è possibile inchiodare il tempo, ma è possibile raccontarlo. Roberto De Simone l’ha fatto con una opera musicale, “Satyricon a Napoli ’44” (Einaudi, pagg. 366, euro 16,50) che solo apparentemente ha la forma del libro, un melodramma di memorie e suggestioni, note e canzoni, facce e strade; in realtà è un ritratto di Napoli, l’ultimo vero ritratto possibile dal basso, nell’anno scolastico ’44, con la chiesa di Santa Chiara bombardata – percepita come una prima Hiroshima in un egoistico pensiero d’amore – e San Gregorio Armeno che, nonostante la guerra, continua a produrre pastori con una perfezione ultraterrena. Il giovane De Simone esce dal “Pasquale Scura” conta gradoni, misura sentimenti, con una consapevolezza contemporanea e con i due amici – dickensiani – Carmine e Turiuccio, Continua a leggere

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Un leone nel parco di Doha

Gonzalo HiguainL’indolente Gonzalo Higuain, tra epopea ed elegia pallonara, dribblando la sua insolvenza, ha convinto tutti, anche gli scettici, quelli che lo davano smarrito a Rio de Janeiro, perso in finale, dimenticando il gol da Parola segnato poche partite fa alla Roma. Questa volta, in una sterminata partita, che più di una finale, era un regolamento di conti western, con flashback da Pechino, ha riscosso la taglia e vinto il duello con Carlos Tevez; altro argentino, faccia sporca e animo pure, da Sergio Leone, rispetto a quella greca di Higuain – come da calendario ufficiale – Oliver Stone. Continua a leggere

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Disegnare movimenti nel cielo

102913-mdAnche se a volte ci serve da specchio, di tutti i luoghi abitati il cielo rimane il più enigmatico. E forse, se ha sempre avuto qualcosa di inaccessibile e di sacro, è perché Dio lo ha voluto così: in caso contrario, ci avrebbe fatti più leggeri dell’aria.

[…]

Nel corso dei secoli, un rispettabile numero di spiriti avventurosi, e pronti a tutto, si erano costruiti ali simili a quelle degli uccelli, imbragature rigide e timoni di varie fogge per poi buttarsi dalla torre più alta a disposizione, andando impavidamente incontro alla morte. In mare, ripetevano i saggi, i naufraghi possono sempre nuotare, aggrapparsi a un relitto e raggiungere la riva, mentre per gli “aeronauti” naufragare significa una cosa sola: schiantarsi al suolo. Continua a leggere

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La campionessa che ruba a Topolino

laure-manaudou-natation-france-l-une-des-plus-grandes-nageuses-de-l-histoire-s-est-arretee-a-22-ans_66974_w620Laure Manaudou, nuotatrice francese (oro, argento e bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004), è stata fermata e poi rilasciata per aver sottratto gadget, insieme a una amica e a sua figlia Manon, uscendo dal parco giochi di Disneyland Paris. Duecento euro di oggetti per la Manaudou e trecento quelli dell’amica, entrambe non avevano valutato le telecamere. È curioso che una nuotatrice che ha passato buona parte della sua vita a sottrarre tempo agli altri e a se stessa, a lottare contro chi la registrava e contava, non abbia pensato di essere vista, finendo come Vallanzasca. Dalla sua biografia “Entre les lignes” sappiamo che non amava nuotare almeno quanto Agassi non amava il tennis, ma entrambi hanno resistito e vinto. Continua a leggere

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Un cowboy attraversa la frontiera in silenzio

Carpoolers #5, 2011-2012Dopo aver raccontato la guerra dei narcos e la loro spietatezza, Diego Osorno con “Un cowboy attraversa la frontiera in silenzio” (laNuovafrontiera editore, euro 10, pp. 121, traduzione di Francesca Bianchi) sceglie una piccola storia di famiglia, quella di suo Zio Gerónimo González Garza, che dal Nuevo León va in Texas da clandestino. Fa un giro enorme, attraverso i migranti, per poi tornare alla violenza del Messico. È una storia di intimità e silenzi – apparentemente – di intimità perché questo Zio farà un gesto enorme, e di silenzi perché il cowboy è sordo, e quindi anche muto. Con una essenzialità da deserto, una pulizia di parole e pensieri, Osorno racconta e ci mostra, un altro Messico, quello visto da chi è dovuto fuggire, rimanendo congelato negli Usa, con nelle tasche la speranza di tornare. Geronimo potrebbe essere un personaggio di Cormac McCarthy, solitario, coraggioso e soprattutto estraneo ad ogni luogo. Continua a leggere

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