Archivio mensile:aprile 2015

Partigiano, pittore, sceneggiatore italiano, una vita difficile, racconterebbe sua esperienza con Alberto Sordi

downloadCominciò ricopiando Pinocchio di Collodi, pagina dopo pagina, a mano, su un quaderno, forse per questo non ha mai perso né umanità né fantasia: Rodolfo Sonego, continuando ad amare le illusioni, per tutta la vita. Il resto l’han fatto Newton e Darwin. Alternando il materialismo e i sentimenti, il pragmatismo dei copioni all’immaginazione che li precede, restituendo la vita reale sullo schermo, persino una settimana in ospedale con sua madre divenne un film di Vittorio De Sica “Una breve vacanza”, perché «Le malattie sono i viaggi dei poveri». Prima pittore poi sceneggiatore, con un pezzo di “vita difficile” da capo partigiano, una biografia comune alla sua generazione, almeno fino a quando, a casa di Sergio Amidei, non incontra Alberto Sordi, e diventano una coppia: aperta, litigiosa, unita dalla diversità. «È una Bovary…». «E che è ‘sta Bovary?». «È una che ha dei sogni segreti, delle fantasie…». Continua a leggere

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Mille Sudamerica a Napoli

165447242-03afe24b-9073-4013-a7e4-5170038fe1e4Hanno cominciato in lente e lontane giornate qualsiasi, dall’altra parte dell’oceano, senza pubblico né maglie, su campi improvvisati: più sentiti e immaginati che possibili, sono cresciuti assaporando la maleducazione creativa di non passarla e tirare in porta, una scelta di vita prima che stilistica. Sono i figli del gol, sudamericani, che hanno segnato la storia del Napoli, si sono fatti: leggenda, mito, canzone popolare. Continua a leggere

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Dalle lacrime alle lacrime

insigne-gabbiadini-660x420Dalle lacrime alle lacrime. Dall’infortunio al gol. In mezzo: ospedale, operazione, ingessatura, stampelle, riabilitazione, depressione, ripresa, allenamenti, inserimento, pochi minuti, mezza partita, una partita, dribbling a vuoto, tiri alti, assist riusciti e assist mancati, e, poi, con una determinazione materialistica, a cancellare l’intermezzo di dolore e attesa, il gol. Lorenzo Insigne portando il pallone dalla metà campo napoletana – lo intercetta sulla sinistra: era di De Silvestri per Palombo – Continua a leggere

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Estetica di Hegel, terzino

zOgni allenatore ha bisogno che la squadra sia sua, senta la sua voce, esegua i suoi ordini: moduli e schemi, che gli appartenga. Poi c’è Zeman il cui bisogno principale è che la squadra si fonda con lui, diventi una sola cosa con se stesso; questo è successo solo quattro volte e mezzo nella sua lunga carriera: Foggia, Roma, Lazio, Pescara e un po’ col Lecce. Il resto, sono stati tentativi di ricerca e identificazione non riusciti, per tempo, ambiente, uomini. Continua a leggere

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Inaspettata emozione

downloadScrivere così, sempre, tutta la vita, senza mai fermarsi… ma non per gli altri, per se stessi, perché ogni istante sia vissuto, goduto o sofferto. Invece, proprio da questi sedili, guardando da questi oblò quanti paesaggi ho perduto: non avendoli descritti o disegnati sono perduti per gli altri ma anche per me stesso. La memoria sta solo nelle cose scritte e disegnate. Tutto il resto sono larve, fantasmi o nebbie che subito spariscono e rimangono nella memoria deformate come certe canzoni dei dischi troppo vecchi. Anche questa sensazione di benessere fisico momentaneo che dà il volare nel buio, con una piccola luce che basta solo per scrivere, il bicchiere – o meglio calice – di whisky, le poltrone arancione… oppure il presentimento della malattia tropicale… il viso tumefatto e senescente, l’improvvisa e così inaspettata emozione Continua a leggere

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