Archivio mensile:maggio 2015

L’ultima partita (a carte)

11391282_10205502559957187_7187000086777574687_nAndava a lezione da Renato Cesarini, a Barranca Belgrano, due ore di treno da Avellaneda, quando Buenos Aires era una cintura di frontiere temporali e mondi differenti; se non ci fosse stato da fare il militare sarebbe morto col Grande Torino; correva con Alfredo Di Stefano; finì a far segnare il vecchio Silvio Piola a Novara e a sposare Ornella la Miss della città, il resto lo sapete tutti: Bruno Pesaola era quello sempre col piede fuori dal campo – tra una generosità e l’altra – e la sigaretta nella mano destra. Continua a leggere

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L’emiliano complicato

CACarlo Ancelotti è l’unico manager italiano esportato con successo dopo Romano Prodi, stesso idolo ciclistico: Gimondi, anche se Ancelotti per imitarlo è finito contro un camion, rompendosi un braccio. I due, hanno l’identica serenità davanti ai bilanci e alle partite, reagiscono con calma alle sconfitte e alle dimissioni, alle fiducie e alle finali di Champions, ai presidenti di squadra e di stato, alle elezioni e ai campionati. Continua a leggere

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La partita perduta

BQuella partita no, non fu un mattino del mondo, come diceva Georges Haldas delle grandi sfide, perché l’imprevisto al quale si aprì fu una tragedia. Chi aspettava un incontro di calcio, trovò la sera della fine. Si mossero a onde, come il mare, battendo e ribattendo, e invasero il settore Z, occuparono lo spazio e l’aria, volevano prendersi la curva, spinsero così forte che venne giù tutto e a chi guardava uscì il sangue dal naso. Continua a leggere

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George Best, temporale

VbA questo punto tutti sanno tutto di George Best, un temporale grandiosamente tropicale che è passato velocissimo sui campi inglesi. Un eroico furore che dal cielo è sceso sull’erba, con un itinerario labirintico, bizzoso, fatto di finte e diluvi, pioggerelle e poi morbidi improvvisi piovaschi. Mostrandosi in scrosci e rovesci, cadute e addensamenti, soprattutto nei pressi delle aree di rigore. Lasciando una vera grande memoria della pioggia che è stato. Continua a leggere

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Le pescatrici del Kowloon

HLe pescatrici del Kowloon hanno un tempo oscuro e segreto che le insegue e trattiene con l’enigma dell’acqua, ingannandole con i suoi giochi e avvolgendole nell’arcaica eleganza del mare. La loro è una galassia cinematografica che non ha ancora trovato un regista, a volte ne parlano gli uomini che hanno conosciuto le pescatrici ma sulle loro bocche i fondali appaiono un frastuono di motori. Nessuno riesce davvero a restituire la bellezza delle pescatrici, perché nessuno può andare con loro. Una cosa è percorrere affettuosamente i loro corpi in sparute sere, quando si sentono sole e si lasciano andare raccontando le “nuove vie” – anche se con una intensità divagatoria che non lascia nessuna speranza di apprendimento, che non concede appigli –; Continua a leggere

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