Archivio mensile:dicembre 2015

Il lavoro di un bastardo non finisce mai

L’ottavo film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight, è un western sulla neve del Wyoming che dopo aver mostrato il paesaggio gelato si rinchiude in una merceria-rifugio (quella di Minnie e Sweet Dave). Mescola Sergio Leone con Agatha Christie e Alfred Hitchcock, e, ovviamente, cita se stesso in una circolarità ammiccante che ormai è divenuta canone. Sette uomini, una donna (odiosi e pieni d’odio) e la lettera di Abraham Lincoln (a uno di loro). Due cacciatori di taglie, una assassina, un generale sudista, e quattro killer – di cui uno ben nascosto –, si confrontano in un gioco di bugie e violenza, con il solito raffinato stile estetico-linguistico di Tarantino. Sei capitoli – con titolo – scandiscono la mattanza, accompagnata con la lentezza e i dettagli da romanzo russo. Continua a leggere

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Bill Murray: taxi, libri e stupore

Avevo pensato a una storia che aveva raccontato il governatore dell’Illinois: Bill Murray – politico suo malgrado, sognava di fare l’attore, famoso per il suo humour – ha anche provato a candidarsi due volte alle presidenziali ma è incappato in quell’avvocato di Chicago che ha sposato Michelle Obama. Il governatore Murray si trovava a Oakland, in California e doveva arrivare a Sausalito, per una convention sull’ambiente. Cercò un taxi e una volta salito a bordo fece quello che fa sempre e che ha raccontato nella sua biografia Groundhog Day chiese al tassista di raccontargli «una cosa bella» e quello senza pensarci su, gli disse che era un sassofonista ma non riusciva ad esercitarsi perché finiva per guidare 14 ore al giorno e arrivava sfinito a casa, ma che nonostante tutto continuava a sperare. Continua a leggere

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Marek “Hamlet” Hamsik

Ogni rigore sta tra un duello western e una opera teatrale, per questo è il gesto più studiato del calcio, e per questo «non esiste un rigore senza passato»,  come scrive Ben Lyttleton, autore del vangelo “Undici metri”, il libro da regalare a Marek “Hamlet” Hamsik per Natale. Ha due settimane per leggerlo, recuperare e acquisire i trucchi e le storie spalmate dal giornalista inglese in quattrocento pagine. Continua a leggere

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Biscardi ha vinto

Ci sono uomini e soprattutto donne che in tv durano una stagione, altri che invece diventano un genere. Aldo Biscardi compie ottant’anni e può guardare non tanto alle sue spalle, quanto davanti, sugli schermi, dicendo: «è successo l’impensabile». Il suo Processo – prendeva il nome da un giudizio di Gianni Rodari sul linguaggio del giornalista: «parla di calcio come a un processo» – Continua a leggere

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Carlo Ancelotti, romanzo nazione

[…] l’unico grande po­litico italiano che abbiamo esportato è Carlo Ancelotti. L’unico uomo emiliano che si è fatto leader di partito unendo destra e sinistra, vero uomo e romanzo Nazione prima di Maurizio Maggiani, sposando l’ag­gressività calcistica del Duce Benito Mussolini – allenare gli italiani non è difficile, è inutile –, e la grondante bontà riflessiva di Romano Prodi, stesso idolo ciclistico: Felice Gimondi, anche se Ancelotti per imitarlo è finito contro un camion, rompendosi un braccio. I due, hanno l’i­dentica serenità davanti ai bilanci e alle partite, reagiscono con calma alle sconfitte e alle dimissioni, alle fiducie e alle finali di Champions, ai presidenti di squadra e di stato, alle elezioni e ai campionati. Sembra­no buoni, per via delle linee tonde del viso, del sorriso sghembo, in realtà sono tenaci, creano governi e squadre: fragili ma perfetti. Continua a leggere

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