M’hanno detto: è morto Accattone

Può forse morire Accattone? / Se manco er fiume se lo piglia, / de che parlamo? / Ma pe’ davero, davero? / Se vede che stava senza sordi / e se ne annato. / Ha preso l’occhi pe’ piagne / e c’ha fatto le valige. / Avrà scelto una notte tropicana / tra Ostia e piazza Navona / senza pensieri mutui palme / ‘na borgata de soli bar / dove la Roma c’ha ancora / Falcao, Conti e Pruzzo / Agostino colla fascia / e lo svedese sulla panchina, / e quelli che c’hanno fame so’ romani / e dalle parti der Pincio / ce sarà quer Carmelo Bene vestito de bianco / e intorno se dirà / o vedi quello? / Quello chi? / Er poeta che zompa / è n’amico de Accattone / je presta li sordi, mortacci nostri / e co quell’altro: er frocio della spider / se la spasseno. / Accatò ora che sei ‘npezzo / d’ombra poggiato / sulle zinne de tu madre / se ancora cellaj / e che st’estate semo soli / come Cristo sulla croce, / strorceje er polso / agli infami / che non viveno come noi.

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