Archivio mensile:febbraio 2016

Sousa: navigante di campi

Quando gli danno del reincarnato, o del profeta in seconda, Paulo Sousa, risponde sempre allo stesso modo, scartando l’ombra lunga di José Mourinho con una smorfia e poi dicendo: «lui ha vinto tanto, io devo ancora cominciare». Intanto ha preso a vagare, le sue panchine sembrano incarichi da console: Inghilterra, Galles, Ungheria, Israele, Svizzera, e ora Italia. «Non mi sono fatto problemi ad allenare in campionati meno conosciuti. Continua a leggere

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Il volto di una divinità

Nel giornale di oggi

ho trovato una divinità

gioia improvvisa

che ha allontanato

la disperazione:

un volto di ragazza. Continua a leggere

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La lezione socio-calcistica di Benedetto Croce

Se era in privato – come insegnava proprio Berselli – che eravamo autorizzati a riconoscere che non potevamo non dirci liberali, ripetendo la lezione di Benedetto Croce: a lungo allenatore e padre calcistico del Napoli e della Nazionale; è sempre in privato, e con corredo di grosse quantità di ostriche, che si può ammettere simpatia per Silvio Berlusconi e riconoscergli anche pregi fuori dall’area di rigore, andando oltre i suoi numerosi gol in fuorigioco e le sue vittorie. Certo è un attaccante che tiene troppo il pallone, tanto che da ragazzo, lo chiamavano “Il Venezia”, almeno stando a quello che racconta Massimo Fini nella sua autobiografia – Una Vita –, che, però, nei momenti morti riesce a far ridere tutti, come con la storia della “culona inchiavabile”, che è la tipica battuta da campo, poi Barbara Spinelli negherà, Continua a leggere

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Francesco Totti, sentimento popolare

Francesco Totti prima che un calciatore è un sentimento popolare, che si è annodato a Roma e alla romanità. Per questo ogni cosa che lo riguarda non può essere una cosa normale. È l’ultima vera bandiera del calcio italiano. La sua discesa in campo è stata fondamentale per la Roma e per il pallone, non è un caso che il nodo più critico del mondiale tedesco nel 2006 l’abbia sciolto lui, con un rigore al novantesimo contro l’Australia, liberando-ci verso il titolo. Continua a leggere

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Mihajlovic: carattere, scarpe, tradizione

Siniša Mihajlovic è carattere, scarpe, tradizione. In queste tre parole c’è il suo ritratto. Il carattere: lo ha portato da Milano – sponda Inter come vice di Roberto Mancini – a Milano –sponda Milan come speranza di rinascita – dove l’altro giorno Silvio Berlusconi festeggiando i trenta anni di presidenza gli ha anche dato il programma dei mesi a venire: «deve vincere sempre». La scorsa estate il suo percorso circolare sulle panchine poteva passare per Napoli, se ne parlò molto, Continua a leggere

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