Archivio mensile:marzo 2016

Quindici minuti di domande, e una grande lezione

Quel giovedì di giugno il termometro diceva quarantaquattro gradi, e lo studio del grande architetto non aveva l’aria condizionata: per esplicito tirannico comandamento del maestro, che sembrava immune al caldo. Mentre io e i due operatori ne eravamo schiacciati, sopraffatti, risucchiati. Annaffiavamo i nostri corpi con coca-cola che diveniva inarrestabile sudore, catapultandoci in un rapido processo di imminchionimento che sanciva la schiacciante vittoria del vecchio architetto su di noi. Continua a leggere

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The Man Who Sold the World

Un uomo, il suo camion, e sul retro: l’ultima mucca. La strada segnata, le buche conosciute, il macello come traguardo. L’uomo guida, la sua azienda scompare, la mucca muore. Lungo la strada qualche bimbo si volta e a bocca aperta guarda la bestia e i suoi grandi occhi. Si sale, e nei tornanti le corde tese tengono l’animale segnato. L’uomo fuma, ha la fronte bagnata e la camicia sporca. Continua a leggere

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Er TeverOne

Sembrava una parentesi, un dettaglio, si è rivelato il suo grande colpo. Quando Guido Bertolaso era in corsa per il Campidoglio e in netto svantaggio, aveva dichiarato: «Il Tevere va bonificato perché è una risorsa fondamentale per Roma. Può diventare balneabile entro il mio mandato, i cinque anni servono tutti, e farei il bagno come Mister ok». Ma nessuno gli aveva creduto, tutti a prenderlo in giro, dal Foglio a Repubblica, Continua a leggere

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La lettera o cose che succedono a noi Bill Murray

L’annuncio mi colse sulle gradinate dello stadio, mentre ero preoccupato che il Napoli rimanesse in scia della Juventus, dalla mia casa editrice mi facevano sapere che il grande regista XX mi aveva mandato un plico. La voce della ragazza addetta alla posta conteneva una carica di entusiasmo che mi aveva – per un attimo – portato lontano dalla partita e dalle preoccupazioni che ne conseguivano. Tempo due giorni e tutti avremmo scoperto che cosa aveva spinto il maestro a scrivermi. Continua a leggere

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La terza Kessler

Con la parrucca bionda

diventava una delle Kessler,

era la sorella di Laura Betti,

passava urlando:

“e lasciatemi divertire”

da orfanella affamata

a vecchia signora

bestemmiando senza volgarità.

Una vita da scoprire: Continua a leggere

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