Er TeverOne

Sembrava una parentesi, un dettaglio, si è rivelato il suo grande colpo. Quando Guido Bertolaso era in corsa per il Campidoglio e in netto svantaggio, aveva dichiarato: «Il Tevere va bonificato perché è una risorsa fondamentale per Roma. Può diventare balneabile entro il mio mandato, i cinque anni servono tutti, e farei il bagno come Mister ok». Ma nessuno gli aveva creduto, tutti a prenderlo in giro, dal Foglio a Repubblica, da Arbasino a Gigi Proietti, e invece ora la Capitale sta facendo registrare l’impossibile, il Tevere risulta il fiume cittadino con più immersioni, nascono stazioni balneari galleggianti, e la figura del Gran Doge der Tevere affidata a Giampiero Galeazzi si trova a gestire una tale quantità di eventi e attività che hanno portato Venezia ad essere la seconda città italiana sull’acqua e costretto persino il critico Nanni Moretti ad ammettere che «sì, Bertolaso attraverso la rinascita del fiume ha fatto rinascere Roma, un evento che ha dello straordinario come il sorpasso del Pci sulla Dc, devo ammettere che a Giulio Carlo Argan questa idea non sarebbe mai venuta». Anche Carlo Verdone ci dice che: «Il fiume è diventata un’altra Roma, una città parallela, inaspettata, in un mio film ipotizzavo di asfaltarlo non avendo la forza che ha avuto Bertolaso, sottovalutando la possibilità della rinascita», ogni giorno oltre diecimila romani e altrettanti turisti prima o dopo aver visitato i monumenti, scelgono di fare un tuffo, un giro in barca o di passare per uno dei tantissimi stabilimenti, musei acquatici o negozi sul Tevere. Guido Bertolaso ormai è il vero re di Roma, ha scalzato Francesco Totti – da poco ridiventato papà per la 12 volta, del piccolo Virgin Quevedo – e proprio oggi presenta il documentario girato da Walter Veltroni, che racconta la bonifica, i lavori e poi la rinascita del Tevere. Nel documentario c’è la prima nuotata proprio di Bertolaso che come un Mao romano ha voluto dimostrare al mondo chi era il grande timoniere, e poi ci sono i tuffi delle grandi atlete come Tania Cagnotto e Federica Pellegrini, ma soprattutto c’è il dialogo con l’acqua, e tutte le telefonate con gli ingegneri di Papa Bergoglio, che usciranno anche in cd e libro, nelle prossime settimane. Da quando il Tevere è tornato a vivere, l’opposizione grillina, la Meloni e Giacchetti sono passati in maggioranza, dove era già passato Matteo Renzi dopo la prima settimana di lavori, l’unica opposizione è rappresentata dalle case di veleni per topi che hanno registrato perdite considerevoli con la ripulita degli argini e dei fondali, delle gallerie e la chiusura degli scarichi. Bertolaso ormai sta pensando anche al ridisegno delle sponde e all’apertura di canali che da Ostia arrivino ai fori imperiali, un grande progetto che coinvolge anche Renzo Piano, suo vicesindaco e questore delle acqua fluviali. Tutta la regione si è dovuta adeguare all’irruzione dell’acqua pulita nella capitale, sono nati i corsi regionali per gondoliere, pilota di motoscafo, e la maggior parte dei residenti sta pensando di barattare il proprio motorino con una moto d’acqua. Nei prossimi anni sono previsti villaggi sull’acqua in stile Caraibi e con l’apertura dei canali anche un grande museo diffuso della banda della Magliana – che ricordiamolo erano composta tutta da marinai –, e ponte Sant’Angelo è stato ridisegnato da Fuksas e ribattezzato ponte Franco Califano. Bertolaso sta anche lavorando per portare le grandi navi da crociera dentro la città: «se Venezia ha paura, Roma non ne ha mai avuta, quello che per loro è un problema per noi è una risorsa». Sì, l’unico difetto, lievissimo, di questo successo acquatico, è che Bertolaso nelle dichiarazioni ricorda il Duce delle grandi opere e delle bonifiche, ma senza l’accento romagnolo – che poi era l’aspetto che spaventava il mondo –, il suo accento romano rende tutto più dolce, facile, immediato. E anche i nomignoli che lo accompagnano non sono dispregiativi come quelli del maestro Mussolini, anzi si passa da Hollywood come Er Waterman, ma tocca anche punte da Er Monnezza con quell’Arsciaquone, passando per quelli più rassicuranti come Tever-One – per via della cioccolata derivata dal Toblerone e alti gadget che promuovono l’immagine del sindaco di Roma, i proventi vanno tutti a un fondo nelle Cayman che servirà quando la Capitale non sarà più tale, e nel frattempo vengono gestiti dalla famiglia Bertolaso per aiutare i bambini poveri del Lussemburgo e del Principato di Monaco –. Dettagli, per uno che ha risvegliato un fiume come Cristo fece con Lazzaro, e che può fare di tutto, anche moltiplicare i corsi delle acque, e se non ci riesce oggi sarà per un lievissimo inciampo, e potete giurarci ci riuscirà domani.

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