Una colpa e un record mondiale

Ha una armonia dignitosa la nuotatrice, scioglie in vitalità la sua angoscia, macinando vasche. Sul viso, risentita tenerezza, quando esce dalla piscina – aria smarrita – la cuffia blu di sbieco. Alle spalle: una colpa e un record mondiale. Davanti: una città carillon, avvolgente e monotona. Cura la sua ferita con il sonno, quando non è in acqua. Lo spazio dell’occhio fuori dalla piscina è sempre lo stesso, quello della sua pena. Basta guardare le mani per sentire il dolore darsi da fare. Il tempo ha messo al mondo i giorni che la riguardano, e ora le fa scontare la parte finale, l’attesa prima del viaggio. Lei, conosce il motivo, e silenziosa aspetta. Nulla di personale, è così che va.

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2 thoughts on “Una colpa e un record mondiale

  1. rodixidor ha detto:

    Anche se non ho capito il riferimento, una lettura emozionante 🙂

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