The Machiavelli of Maryland

Il nuovo “Corriere della Sera” di Urbano Cairo fa subito parlare tutti, uscendo da lunedì prossimo con in allegato una fantastica opera: “La storia d’Italia spiegata e corretta da Edward Luttwak”. Dopo quella di Montanelli e quella di Biagi a fumetti, una grande iniziativa editoriale. Dal caso Regeni – un problema del Superenalotto egiziano –  ai Marò – questioni di gelosia –, fino all’antica Roma: «Quel Cesare non doveva trattare con gli ostaggi, un grave errore che lo condannò all’impeachment», dice nell’intervista a Paolo Mieli che anticipa il lavoro del politologo americano. Scottanti le rivelazioni e le letture, attraversate dal pragmatismo politico tipico dei consiglieri del governo americano e che gli italiani solo ora scoprono con il Frank Underwood di Kevin Spacey, ma che Luttwak applica con profitto – suo – da sempre. Si parla di Lucky Luciano amico della Coca-Cola e suo agente in Italia, del DC9 di Ustica tirato giù da Boniperti per un favore a Gheddafi poi ricambiato con le azioni Fiat, una casa nel Maryland e cinque scudetti di fila dopo il 2010; la strage di Bologna ad opera dell’avanguardia anarchica etiope con la complicità di Slow Food: per una disputa su una piantagione di chinotto; l’assassinio di Salvatore Giuliano viene raccontato attraverso un triangolo amoroso con Tomasi di Lampedusa e Leonardo Sciascia e il carteggio pare che riapra anche l’assassinio Dalla Chiesa; anche il caso Ilaria Alpi trova la soluzione: fu uccisa da O. J. Simpson; si svela finalmente l’incontinenza del Conte Cavour; l’alitosi di Mazzini e la passione sodomitica di Peppino Garibaldi, si salva solo Niccolò Machiavelli – sua antica passione – che viene raccontato come uno Steve Jobs che scopa come Clinton e ha il fascino di Charlton Heston. «Ho usato gli archivi segreti americani, ai quali posso accedere perché a casa mia ho un altro archivio parallelo che vendo a rate alla Casa Bianca», svela l’economista e saggista, sempre a Paolo Mieli, che gli chiede anche il metodo per i fatti più lontani nel tempo: «Ho letto i libri che hanno rovinato l’Italia e la sua storia, i vecchi libri di storia comunista come quello di Rosario Villari, ho depurato dal marxismo quelli di Eric Hobsbawm, servendomi dell’immenso patrimonio vaticano, in cambio non ho svelato chi uccise Giovanni Paolo I». Non resta che collezionare i fascicoli e leggerli avidamente.

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