American Wife

Normale che dovesse accadere, l’allarme c’era stato, tutti ora rivanno al settembre del 2016, quando Hillary Clinton era apparsa malata, ma il Partito Democratico aveva tenuto, l’appoggio degli Obama e i legami dell’ex presidente Bill Clinton, avevano salvato la candidatura e portato a casa la vittoria, seppur di misura, su Donald Trump. La mossa di scegliere come vice presidente Michelle Obama era stata presentata come un tributo laico alla sostanza del lavoro svolto dalla presidenza di Barack, invece, era l’assicurazione sulla presidenza. Ora che Bill non c’è più, scomparsa che ha accentuato la malattia di Hillary, a metà mandato, sono apparsi evidenti i limiti del primo presidente donna degli Stati Uniti, e l’impossibilità di guidare il paese. Fra poche ore cederà ufficialmente a Michelle la presidenza, fino alle prossime elezioni. Non ci sarà un discorso alla nazione ma un messaggio che verrà letto da Chelsea Clinton, almeno secondo le  indiscrezioni. Sembra la trama di “House of Cards” ma è tutto più semplice, il sogno di una donna che voleva segnare la storia degli Stati Uniti a suo nome, e c’è riuscita, l’ha fatto lottando contro se stessa e contro il Parkinson. Una donna che ha provato anche a farsi ricordare avviando una serie di riforme che se andranno in porto cambieranno il paese, che ha tirato fuori un umanesimo socialista che ha fatto ricrede anche Bernard Sanders. La donna algida, quella che per un pezzo di campagna elettorale era anche stata raccontata come una aliena, diabolica, spietata, si è dimostrata molto più umana di quello che sembrava, e amava davvero suo marito. Proprio la scomparsa di Bill, malato da tempo, ha reso evidenti i segni della malattia, fino all’episodio di Vancouver che ha portato alla svolta, e alla decisione di lasciare. In questi due anni Hillary è stata un ottimo presidente, nonostante il calvario familiare e l’aggravarsi della sua sofferenza, impeccabile, ha guidato il paese con dimestichezza, abilità e pragmatismo, senza avventatezze e con un chiaro disegno del futuro, forse proprio dettato dalla certezza di non avere nessuna possibilità di un secondo mandato. Al suo fianco Michelle Obama, sempre un passo dietro, mai prevaricante, che con incommensurabile esattezza ha assistito il presidente e ora le succede: in una inedita staffetta tra donne.

Washington, ottobre 2018

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