I padroni

Né andava meglio con gli stessi padroni. Mi ero aspettato di trovare uomini onesti, nobili e vivi, i cui ideali fossero onesti, nobili e vivi. Mi sono ritrovato tra quegli uomini che sedevano nei posti più importanti: predicatori, politici, uomini d’affari, professori, proprietari di giornali e case editrici. Con loro ho pranzato, bevuto vino, sono andato in automobile e li ho studiati. È pur vero che ho scoperto che molti di loro erano onesti e nobili; ma, tranne rare eccezioni, essi non erano vivi. Credo fermamente che avrei potuto contare le eccezioni sulla punta delle dita. Laddove non erano vivi per corruzione, adusi a una vita disonesta, essi erano semplicemente dei morti insepolti – onesti e nobili come delle mummie ben conservate ma non vive. A proposito di ciò posso menzionare in modo particolare i professori che ho incontrato, gli uomini che si nutrivano di quel decadente ideale d’università: «l’acquisizione senza passione di una intelligenza senza passione».

[Jack London, Il senso della vita (secondo me), Chiarelettere]

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