Archivio mensile:dicembre 2016

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Dear Jorge Luis,

Alfonso Bioy Casares gave me your address. How’s Bustos Domecq? Don’t forget to send the copy of the first edition. Embrace Maria for me (and don’t be jealous). Here the Cairo’s photo, when you touch the camel.

Your,

Marco

[foto tratta dal libro “Atlas”]

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Cina e altri inganni

Quando Ezequiel Lavezzi si risvegliò nella clinica Svizo-cinese di Shanghai: non poteva ancora vedere la sua nuova faccia, ma di fianco al suo letto il funzionario Yu Hua – delegato del partito per il progetto “Crocevia” – gli annunciava la riuscita dell’operazione, mentre appoggiava sul comodino i suoi nuovi documenti: passaporto, tessera sanitaria e soprattutto le nuove carte di credito, con l’aggiunta premio per l’adesione al progetto. Stava per cominciare la sua nuova vita, quella da Po Cho, Continua a leggere

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Chandler su Marlowe

Se vedere lo sporco dove c’è, costituisce un’inadeguatezza di adattamento sociale, allora Philip Marlowe soffre di un’inadeguatezza di adattamento sociale. Naturalmente, Marlowe è un fallito, e lo sa. È un fallito perché non ha denaro. Un uomo che, senza avere un handicap fisico, non guadagna abbastanza da potersi mantenere decentemente, è sempre un fallito, e di solito un fallito sul piano morale. Ma una quantità di uomini ottimi sono stati dei falliti perché i loro particolari talenti non si adattavano all’epoca e al luogo in cui vivevano. A lungo andare immagino che siamo tutti dei falliti o non ci sarebbe il mondo che c’è.

 

[Raymond Chandler su Philip Marlowe, Lettera a Inglish, ottobre 1951]

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El Peluquero

–Ehi, ho ucciso due tipi per molto meno.

–E come mai sei fuori?

–Sono un uomo fortunato.

–Non ora, non qui. (puntandogli un coltello alla gola)

–Cosa te lo fa pensare? (tirando fuori una Colt M1911) Continua a leggere

Joe Frazier: my way

Joe Frazier quello che stese Muhammad Ali, seppure per una volta sola. I suoi incontri erano tempeste che si abbattevano sul ring, per chi le guardava da fuori: spettacolo, per chi ci stava sotto: calamità. Era così, aveva la brutalità della natura. Oro olimpico nel 1964 a Tokyo, per tre volte (1967, 1970 e 1971) pugile dell’anno secondo la rivista “Ring Magazine”. Continua a leggere

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