Il collezionista

Aristide Melluso ha finalmente realizzato il suo sogno: aprire la galleria con tutte (o quasi) le foto di persone comuni insieme a Diego Armando Maradona. Anni di ricerche, contrattazioni, in molti casi pagamenti in nero per avere lo scatto, gli hanno fatto raggiungere 23457 fotografie, che ha regolarmente appeso, con la prospettiva del mercato arabo ancora largamente scoperto, anche se a Dubai ha trovato un avvocato che per mille dollari mensili gli sta facendo avere quello che mancava. La sua contentezza per la realizzazione dell’impresa gli ha portato in dono una pressione alta che ha intralciato non poco l’inaugurazione della galleria. L’idea gli era venuta quando aveva visto la foto di Diego nella conchiglia con i Giuliano sul “Mattino”, ma non aveva ancora preso materialmente a collezionarle, cominciò a casa di Gennaro Stoppelli vedendo la foto del battesimo di suo figlio Ferdinando, grazie all’intercessione del massaggiatore Carmando – amico di famiglia – che ritraeva Maradona, padrino del creaturo, marcato a uomo dall’intera famiglia Stoppelli. Melluso ha finanziato il progetto con le rendite di alcuni appartamenti a Fuorigrotta, regali del nonno, l’avvocato Carmine Melluso, anche consigliere al comune di Napoli con l’MSI. Aristide è stato candidato con Forza Italia alla regione, è stato eletto, ma il suo unico scopo era conoscere più gente possibile girando la Campania e in particolare i ristoranti alla ricerca di foto con Diego Maradona. Nella ricerca ha anche portato a casa uno scatto di Raffaella Carrà molto scosciata in un ristorante di Maiori, nel giugno del 1986. Sì, Raffaella Carrà è l’equivalente femminile di Maradona per Aristide, ma non ha mai pensato di allestire un’esposizione permanente né di dedicarle la maggior parte del tempo, anche perché sarebbe del tempo sottratto a Maradona. In un solo momento Aristide ha vacillato, quando Gianni Minà, visitando la mostra, gli ha chiesto come mai non aveva visto un suo scatto col campione argentino, lui avrebbe voluto rispondere: Perché io non sono un uomo comune, e invece gli aveva detto la verità: Perché durante una festa al parco Grifeo, suo padre Ernesto, avvocato come da tradizione familiare, aveva chiesto al campione una foto ricordo, e Maradona palesemente ubriaco si era rifiutato. Aristide, davanti allo stupore di Minà era riuscito a trattenersi, omettendo la parte finale del piano, e sorridendo, visibilmente emozionato, aveva mormorato un “con permesso”, riuscendo ad allontanarsi senza inciampare.

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