Troppa Luce

Da anni, il vecchio scrittore Tom Reno, nella sua rubrica “Troppa Luce”, raccontava il mondo attraverso grotteschi ritratti, accolti sempre benissimo dai lettori e dai redattori del giornale. Ogni pezzo una miriade di lettere e complimenti. La sua era una vita da applausi. Almeno fu così fino a quando gli chiesero di scrivere altri ritratti o di salvare i migliori e ripubblicarli. Lui, prima tergiversò giocando al rialzo sul prezzo, poi promise una nuova serie di inediti, aperta da una sorpresa: il ritratto spietato di uno scrittore che raccontava tutto quello che gli succedeva dalla rottura del tostapane al funerale del suo migliore amico: che prima diventava un elzeviro, poi un sommario racconto sul blog, dopo una pagina zeppa di particolari in un romanzo e infine un capitolo della sua autobiografia, senza mai un rimorso. Per la prima volta sincero – quello era il suo ritratto – nessuno colse la confessione. Il suo ego ne risentì tantissimo.

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