Archivio mensile:marzo 2017

Piccolo drago: la vita di Bruce Lee

Si scrivono romanzi per produrre altri destini e per agire da demiurgo stilizzando la realtà, ci dice Francesco Palmieri. Lui annoda se stesso a Bruce Lee, e scrive la sua storia. Il progetto è rimettere insieme i pezzi del corpo iconico di Mouh Si Duhng (chi non si ferma mai) e, montandoli, farne tornare la vita, le gesta, mentre ne ripercorre la breve esistenza: triangolando tra Napoli, Roma e Hong Kong, e sovrascrivendola alla sua. È così che nasce “Piccolo Drago” (Mondadori), con Lee che parte dalla Cina per l’America con cento dollari e un sogno, e Palmieri che da Napoli va in Cina per inseguire quel sogno divenuto certezza, incrociando strade e gesti, acquisendone filosofia e lingua, fino a usare la finzione cinematografia – che fu la cifra espressiva di Bruce Lee, che mai combatté – per dirci la verità. Continua a leggere

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Una notte di sangue

A Lubiana una banda di contadini ha rubato una notte di sangue con il chiaro intento di seppellirla. Contiene: euforia di zingari, incendi e corpi mutilati, una campana che suona allarme, carcasse di vacche, cani arsi vivi che abbaiano ai cuori di chi sta dall’altra parte della valle, case abbattute, porte sfondate, paesi distrutti, sangue ovunque che sporca neve e pane di granturco. Continua a leggere

Per chi si scrive

Secondo me Updike scrive per lo stesso tipo di pubblico per cui sosteneva di scrivere John Cheever: «uomini e donne adulti e intelligenti», dovunque possano trovarsi. Tutti gli scrittori che valgono qualcosa scrivono al loro meglio e nel modo più veritiero che possono e sperano in un pubblico di lettori il più vasto e sensibile possibile. Insomma, si scrive meglio che si può e si spera in buoni lettori. Ma secondo me, in un certo senso, si scrive anche per gli altri scrittori – gli scrittori morti le cui opere ammiriamo, ma anche gli scrittori viventi che ci piace leggere. Se a questi altri scrittori piace ciò che si scrive, c’è una buona possibilità che piaccia anche ad altri «uomini e donne adulti e intelligenti». Continua a leggere

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Tomás Milian: a conferma dell’eternità

Si sentiva ferito dal vento

per questo correva

anyway

senza vergogna

tra i pugni con Volonté

l’incubo della vanità Continua a leggere

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