Archivio mensile:aprile 2017

Siti e il paese al ribasso

Tutta la storia di Walter Siti e del suo libro, “Bruciare tutto”(Rizzoli), confermano che la cultura italiana è fatta di cloni, e tutti al ribasso. Finita l’epoca delle matrici, e dei giganti – pensate che solo trent’anni fa nel giro di quattro giorni si uccideva Primo Levi e scompariva Federico Caffè: abbiamo forse oggi pezzi del genere? – non ci restano che i replicanti. Succede così che Walter Siti, bravissimo curatore dell’opera di Pierpaolo Pasolini, provi a mangiare in salsa piccante il suo maestro, Continua a leggere

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Ismail Kadare: Boncompagni e la Carrà fecero cadere il regime di Hoxha

Abbiamo raggiunto al telefono a Parigi: Ismail Kadare, per commentare con lui la scomparsa di Gianni Boncompagni. Il grande scrittore, poeta, sceneggiatore albanese ha più volte ribadito l’importanza della tivù italiana e in particolare di quella fatta da Boncompagni per la caduta di Enver Hoxha.

Come ha saputo della morte di Boncompagni?

«Ero in viaggio, e molti compagni di dissidenza mi hanno mandato messaggi. Per noi, lui era l’uomo della libertà, rappresentava tutto quello che desideravamo. Dietro le sue canzoni d’amore – che non esisterebbero senza il connubio con Raffaella Carrà – c’era la nostra voglia di libertà». Continua a leggere

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Eduardo Galeano e l’arte dell’imprevisto

Come tutti gli uruguagi voleva essere un calciatore, lo divenne sulla carta nelle storie che ha raccontato, sui campi gli andò male. Eduardo Galeano nelle pagine sta a Osvaldo Soriano come Pelé sta a Maradona, se la giocano in funzione del tifoso che li guarda. Nato a Montevideo tifava Nacional ma non gli riusciva di odiare né Juan Alberto Schiaffino né Julio César Abbadie che giocavano nel Peñarol: Continua a leggere

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Lettera dal sanatorio di Dobříš

Miei cari ragazzi, – grazie per le lettere, per gli auguri, per le felicitazioni. Voi sapete che vi voglio bene e che il mio più grande rammarico è di esser costretto dai mali a star lontano da voi. Io non sono venuto in mezzo a questo piccolo gruppo di studiosi di cose slave come un eletto, con cilindri e medaglie, ma come un umile innamorato di poesia, che voleva trasmettervi i suoi sogni, le sue impressioni, – e nello stesso tempo ho sempre cercato di imparare da voi, perché non fosse perduta la giovinezza. Continua a leggere

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