Karl Marx Show

Varcò la soglia e si addentrò in un’immensa galleria con dipinti a olio appesi su pannelli disposti a zigzag, un’infinità di quadri dalle prestigiose cornici, immagini a grandezza naturale, robusti fochisti di moderni complessi siderurgici, pionieri siberiani impegnati nell’entusiasmante costruzione di un canale, kolchoziani di un’allegria contagiosa alla guida dei loro trattori, operaie dedite anima e corpo alla realizzazione degli obiettivi prefissati, un Iosif Vissarionovič ringiovanito che irrorava un gruppo estasiato di bambini con la rugiada delle sue parole, contadini e contadine che cercavano di battere nuovi record, bionde campagnole dagli occhi azzurri eroine dell’ultimo Piano quinquennale

l’atmosfera beata e fervida che regnava nelle tele sembrava pervadere tutta la sala, contagiava i presenti con una lenitiva, balsamica felicità

il nostro eroe si fermò a osservare due donne sopra una mietitrice-trebbiatrice, minuziosamente dipinte dall’artista con i capelli baciati da un sole benevolo e le camicie a quadri sbottonate fino all’attaccatura del seno pieno di serena e matura femminilità

assorto nell’idilliaca contemplazione del ritratto, nei dettagli amorevolmente riprodotti, come nella stampa di una gigantesca fotografia a colori, non si accorse che le due figure avevano preso vita e lo osservavano a loro volta con perplessità

cazzo! ma è lui, è qua! venite a vedere! l’autore del Manifesto del partito comunista!

ci fu un coro di esclamazioni incredule provenienti dalle altre tele appese ai pannelli

l’audace trattorista dalla camicia sbottonata si sfregava gli occhi per accertarsi che i sensi non la stessero ingannando e la sorpresa iniziale lasciò il posto a un’ironia sdegnosa e amara

signor pensatore, crede davvero che i prototipi che rappresentiamo corrispondano al vero?

le grida del fochista che alimentava il forno con la sua pala lo obbligarono a voltarsi dalla sua parte

chi ci ha dipinto così non ha mai messo piede in una fottuta fabbrica! Dipingeva per sentito dire! non faceva che mettere su tela i discorsi che radio e televisione ripetevano tutti i santi giorni!

sì, signor filosofo! campi di frumento, scavatrici, gioia e sorrisi non sono altro che invenzioni e sciocchezze! illustrazioni e immaginette del suo sinistro apparato di propaganda!

apra gli occhi! siamo personaggi fittizi, creati per volere di una casta oppressiva e parassitaria!

un kolchoziano di aspetto feroce si era fatto avanti dallo sfondo di un quadro

ne L’ideologia tedesca, lei scrive che nella futura società comunista l’individuo non sarà più vincolato a una determinata attività, ma potrà sviluppare le sue attitudini dedicandosi a ciò che più lo interessa e gli piace, oggi una cosa, domani un’altra, andare a caccia all’alba e a pesca dopo pranzo, occuparsi del bestiame nel pomeriggio e dedicarsi alla riflessione critica dopo cena, tutto secondo l’umore del momento, senza per questo diventare cacciatore, pescatore, critico o allevatore!

fece una pausa e, superbo e solenne come un socio del Circolo Gesellschaft di Treviri che si rivolga a un vignaiolo della Mosella indebitato fino al collo, domandò

davvero crede che la nostra vita corrisponda a una descrizione tanto idilliaca?

il fochista lo interruppe

se prendessimo le sue teorie alla lettera, il proletario sovietico, non sarebbe l’oggetto ma il soggetto del suo stesso sfruttamento! noi, vale a dire il Partito, abuseremmo di noi stessi con maggior ferocia degli imprenditori borghesi che lei condanna, senza avere nemmeno la possibilità di protestare, pena incorrere nell’incongruenza di farlo contro noi stessi!

il pioniere siberiano: mi consenta di leggerle un altro dei sermoni che tanto ha affascinato i rivoluzionari da un secolo a questa parte! il lavoro alienato, come quello dei servi, è solo una forma inferiore e transitoria della società, destinata a cedere il posto alla società dei lavoratori liberamente uniti per svolgere la propria attività con spirito vivo e cuor leggero!

il furioso kolchoziano, eletto giudice e borgomastro di Treviri, lo minacciava con il dito, imitando i suoi gesti e le sue movenze il giorno in cui smascherò l’impostura e l’ignoranza di Weitling

lo spirito vivo e il cuor leggero appartengono a questi ritratti, e non alla nostra dura e misera esistenza quotidiana!

il pioniere siberiano: il suo amico e poeta Freiligrath, che lei stesso ha poi trascinato nel fango, sosteneva che il comunismo aveva un futuro! forse non realizzerà tutti i vostri sogni, diceva, ma se non giungerà nelle Indie, di sicuro scoprirà l’America!

il kolchoziano: quel che è peggio è che non solo non ci ha fatto trovare l’America, ma ci ha fatto restare nell’appestata e buia Urss!

il pioniere: Engels fu più realistico, aveva previsto che se la società comunista si fosse vista un giorno obbligata a regolamentare la produzione degli esseri umani nel modo in cui regolamentava (in teoria!) quella dei beni materiali, sarebbe stata la sola a poterlo fare senza difficoltà! Parole profetiche che precorrevano il mondo di Orwell, la fattoria paradiso da lei ideata!

[Juan Goytisolo, Karl Marx Show, traduzione di Chiara Vighi, Cargo]

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