Cristiano Ronaldo visto da Gioànn Brera fu Carlo

Il Santo Catenaccio dell’acciughina pluriscudettata Allegri – primo non prenderle –  ha la fortuna di permettersi lo smacco dell’eusebide lusitano: Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, toccherà a bola razzolando per i campi italici. La squadra del fu Gioànn Agnelli gravida di storia e campioni, s’alza di gloria, dopo aver a lungo beccato la roccia come fa il passero, costringendo le altre a lustrarsi gli occhi. La bazza del funchalido voleva uscire dal Santiago Bernabéu, liberare virtù come domandava la sua indole: uscendo dall’arido accumulo numerico, seguendo lo slancio indomito che lo conduce nell’area di rigore con una prorompente vitalità sportiva, supportata dalla dotazione fisica assecondata dall’estro bizzarro. La struttura morfologica dell’achilleide lusitano è una invenzione della natura per dare ragione a Omero e ricondurre la pelota nel Peloponneso, ma prima di tornare a casa c’era bisogno del bagno nel Po per quello che rimane un filho dei masturbatores pilae – bravi a giocare la palla ma senza il genio del goleare –, con accumula di muscoli, salti per rovesciate sui cranii avversari, con slanci plus-calorici  per tiri, e voli di nequizia per incornare con furore la palla secondo geometria labile o costante. Ma mentre tutti intorno non la finiscono di laudare (in quanto di calcio poco ne san masticare, pori nan de sti tempi), io Gioànn Brera fu Carlo: del centravanti spiazzato con a bola attaccata al pé, un vero match-winner (cioè vincitore di incontri), colgo la malinconia da mostro iperbolico: è dei poeti il fin la meraviglia, ma anche la solitudine dovuta alla sua enorme e paradossale ispirazione atta a sorprendere i difensori che, terreni, animati dal rancore picchieranno le sue lunghe gambe possedute dal demonio euclideo.

[…]

forse continua

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One thought on “Cristiano Ronaldo visto da Gioànn Brera fu Carlo

  1. […] Si lascia l’Olimpo per l’umano, per il piccoletto che passa come un refolo di vento tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, interrompendone la diarchia, nel suo miglior dribbling, col Pallone d’Oro. Luka […]

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