Archivio mensile:luglio 2018

Il cane di Pavlov leggeva Concita

Purtroppo prima di essere un gioco letterario e una indagine sulla memoria, “Ogni coincidenza ha un’anima” (Sellerio), di Fabio Stassi, è un riflesso pavloviano. Il protagonista Vince Corso, è un biblioterapeuta, che sembra uno di quegli italiani che scrivono a Concita De Gregorio, ricambiati. Precario, ingegnoso, con soffitta e strada letteraria e colonna sonora di conseguenza: dai Noir Désir a Gianmaria Testa. «Corso, campi sui libri degli altri». E non solo, ci appoggia pure una biografia di conseguenza, dove il lettore vorrebbe veder spuntare un attimo di leggerezza non sovrascritta da un Nobel o un Pulitzer, Continua a leggere

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I presidenti di Maurizio Sarri

Dall’Antella al Chelsea la strada è lunga, e c’è molta più salita che al Tour de France. Maurizio Sarri l’ha fatta tutta, e ora ride, a Londra. Finiti i campi di polvere, esaurite le strade di campagna, deposte le panchine consumate e senza tettuccio per ripararsi dalla pioggia, dimenticati gli oratori, ecco la Premier League. Venti anni fa Sarri allenava l’Antella, e prima c’erano state Cavriglia, Faellese, Stia, che sembrano paesi da Cioni Mario, più che squadre. Continua a leggere

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Francia Campione Mondiale vista da Gianni Brera

II secondo titolo mondiale della Francia non si discute come non si discutono i miracoli veri. Da principi della zolla. Annibale e Napoleone vengono celebrati come geni della guerra. Ci si è mai domandato perché? Che diamine: perché gli storici scrivono per i vincitori di quei geni inarrivabili. Ora tu, cara giovane, Francia, colonizzata dalle tue colonie, hai sfruttato appieno le virtù della indole africana. In alto allora le bandiere e i canti per la Francia double-champion del mondo: in alto le bandiere e i canti per chi se l’è meritato. Continua a leggere

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La mia piscina è per un sedicesimo nera

A Ben Wallace piace confessarsi alla piscina vuota come fosse un analista. È strano sentirgli dire: «Tirami fuori, tirami fuori». Poi passa ai messaggi familiari e il flusso si fa coerente con la forma.

INTERVISTA IMPOSSIBILE A OSVALDO SORIANO, Mosca 2018

Osvaldo Soriano mi aspetta al ristorante “Strelka Bar”, sulla Moscova. Calciatore, giornalista, scrittore argentino. Esordì con “Triste, solitario y final”. Dopo il golpe militare scelse l’esilio in Europa. In gioventù era stato il centravanti mancino  del Confluencia che stese un cane poliziotto con un tiro. Ogni palla che aveva o era gol o stendeva un cane. Lo raggiungo in leggero ritardo. Continua a leggere

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