E se Ronaldo fosse passato al Napoli?

Ogni volta che Cristiano Ronaldo segna, Andrea Agnelli ricorda al Napoli i suoi debiti. Anche Massimiliano Allegri non si risparmia, fin dall’estate contesta alla squadra di Carlo Ancelotti l’abbandono del bel gioco in funzione di una impalcatura che regge quello di Ronaldo, nell’ultima conferenza stampa, dopo la tripletta del portoghese in Champions League contro l’Atletico Madrid, ha parlato di “Schiavi che lavorano per il faraone”. Aurelio De Laurentiis, ogni volta ride più di Eddie Murphy in “Beverly Hills Cop” e ripete – parafrasando Jep Gambardella di Paolo Sorrentino – quello che aveva confessato a Walter Veltroni, in una intervista esclusiva: “Volevo avere il potere non solo di insidiare le feste della Juventus, ma anche di farle fallire”.  E il campionato gli sta dando ragione, il Napoli ha 18 punti di vantaggio sulla Juventus – che da mesi prova a convincere Lionel Messi a trasferirsi a Torino, arrivando anche a sposare la causa catalana con donazioni e il trasferimento di Lapo Elkann in pianta stabile a Barcellona, a capo di un esercito di ex cassintegrati di Termini Imerese, Melfi e Pomigliano D’Arco, che stanno tenendo impegnata la polizia spagnola più dei gilet gialli – è in corsa per il triplete tra Champions League e Coppa Italia, il San Paolo è strapieno anche durante la settimana perché la gente rimane nello stadio per paura di non trovare posto alla partita successiva. La città vive una euforia oltremaradoniana, accompagnata dalle continue feste a pagamento che De Laurentiis organizza con Ronaldo, e Roberto Saviano sta scrivendo un film almodovariano con una città coloratissima e nemmeno una pistola. Il Mattino ha raccontato come il presidente abbia impegnato la villa di Los Angeles e moltissimi cimeli dello zio Dino, e abbia mandato i figli a lavorare da Amazon, e Giuntoli guidi le ronde contro i gadget abusivi. “La maglia azzurra numero SETTE di Ronaldo deve diventare moneta corrente”, è questo l’imperativo. Intanto, il calciatore portoghese oltre a segnare e divertire, è costretto la sera a fare una sorta di posteggia di lusso con i maestri della pizza, ad accogliere tre volte a settimana i turisti a Capodichino e dopo le sedute di allenamento registrate sul canale per soli abbonati, supervisiona le tre serie tivù sulla sua vita, più la parodia interpretata e diretta da Carlo Verdone, presenta quiz con Bruscolotti sulla storia del Napoli, e un giorno al mese lo dedica ai sacramenti, degli altri, battesimi, comunioni, cresime e matrimoni, con un grande palco allestito a Piazza Plebiscito e la diretta in esclusiva della CNN. Fioccano le canzoni sul campione, in attesa dello scudetto, ormai assicurato. Un marchio di birra giapponese vuole disegnare la faccia di Ronaldo – che già occupa le etichette delle loro bottiglie – su un lato del Vesuvio e Luigi de Magistris ha chiesto in cambio una fornitura decennale di birra per i poveri della città e i centri sociali. Napoli è finalmente un grande parco giochi, estraneo all’Italia, che vive in un tempo, tutto suo, di eterna festa, dove sbarcano navi di Ong, si accolgono persone di ogni tipo in nome del ronaldismo. E più Ronaldo segna e il Napoli macina punti e vittorie, più a Torino la Juventus – squadra e dirigenza – affonda nello sconforto, lo Stadium è vuoto, e persino Nedved ha perso la fede, arrivando alle dimissioni, e prima ha inviato un messaggio privato a Carlo Ancelotti: “Potresti non schierarlo contro di noi? L’allenatore del Napoli, abituato ai messaggi di Abramovich ha risposto con un laconico punto, che Nedved ha scambiato per un pareggio. “A Bola”, ha aperto una sede a Napoli, e tutta la Nazionale portoghese vorrebbe giocare nel Napoli, per sembrare convincenti in molti hanno preso casa in città, portandosi dietro anche la statua di Eusebio. E Georgina Rodríguez, compagna di Ronaldo, che ha inciso un disco con Peppino di Capri – la madre le faceva ascoltare i dischi dell’anziano cantante – ha dichiarato ad Alfonso Signorini: “Se penso che Jorge Mendes voleva mandarci alla Juventus, mi vengono le doppie punte e mi si spezzano le unghie”. L’album Panini è stato costretto a una edizione speciale monografica, in copertina hanno messo una serie alla Warhol delle rovesciate di Ronaldo – ormai quando segna in rovesciata non esulta più e il San Paolo si gira di spalle per i minuti successivi al gol e per rispetto degli avversari –. Insomma, come auspicava Massimo Troisi, Napoli è cambiata veramente, e De Laurentiis sta trattando con l’emiro Tamim bin Hamad al-Thani per costruirne una copia in Qatar, in cambio del sostentamento di Ronaldo per sempre.

[uscito su IL MATTINO]

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