Archivio mensile:marzo 2019

Fabio Quagliarella: Lazzaro Felice

Ogni volta che un giornalista si presentava da Mario Monicelli, negli ultimi anni, per interrogarlo sul cinema italiano, il vecchio regista rispondeva: Venite tutti da me perché sono rimasto solo io. Indicando una stagione gloriosa del cinema italiano. L’altra sera nel post partita della Nazionale, dopo la doppietta al Liechtenstein, Fabio Quagliarella sembrava Monicelli, solo che non conoscendo questo episodio non poteva rispondere come il regista, ma l’ha pensato. Continua a leggere

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Cose belle

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I Claudio Ranieri fanno dei giri immensi e poi ritornano

Arriva dall’Inghilterra a sanare l’inverno dello scontento giallorosso, stavolta scende a Ciampino un po’ stropicciato dopo l’esonero al Fulham, ma sempre con la favola Leicester sul petto, una medaglia a garanzia. Arriva a risolvere problemi, sapendo che a Roma  «il proposito confina con l’utopia» e che – come ha scoperto il fragile Eusebio Di Francesco – «un allenatore è come un paracadutista che non sa se il paracadute si aprirà». Continua a leggere

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Dove nessuno conta i languidi e vetusti tramonti delle rivoluzioni

Dall’alto della vecchiaia che non avrebbe mai dovuto vivere, per non guardarsi nello specchio ammonitore della miseria dei suoi errori, Fi­del Castro, inseguito in punta di piedi dalla penombra di una contabilità meschina – quella del tempo -, è entrato nel pantano della serenità, dove non ci sono arene per galli, né pomeriggi interi o case presidenziali, attentati o farse, e i Caraibi sono acqua colorata che scorre nelle ore di siesta sulla testa di pesci errabondi che vagano come fuggiaschi, Continua a leggere

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